Il Tirreno

Pistoia

alloggi di edilizia residenziale pubblica 

Servono 12 milioni per le ristrutturazioni

Martina Trivigno
Servono 12 milioni per le ristrutturazioni

Paolo Bechi, presidente della Spes: «Molte abitazioni che ospitano anziani o invalidi versano in pessime condizioni»

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PISTOIA. Ci vorrebbero 12 milioni di euro (il dato è del 2018) per riqualificare e ristrutturare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, in provincia di Pistoia, gestiti dalla Spes.

Una cifra da capogiro ma che, in fondo, non sorprende più di tanto. Soprattutto se si pensa che dei 2.121 alloggi gestiti dalla Società pistoiese di edilizia sociale, nel 70% dei casi, la loro costruzione risale a prima del 1980. Questo significa che necessiterebbero di interventi sostanziali non solo sul piano strutturale, ma anche sul versante dell’acustica e dell’efficientamento energetico.

Situazioni – queste – che non troveranno risposte a breve. Come spiega il presidente Paolo Bechi. «C’è bisogno di un massiccio intervento del Governo – spiega il presidente della Spes – per cercare di risolvere questi problemi. Soprattutto se si pensa che, in provincia di Pistoia, il 33% dei nuclei familiari che vivono in un alloggio Erp ha un invalido in casa (la media della Toscana è del 22%), mentre il 12% dei nuclei unipersonali ha un’età molto avanzata che, in moltissimi casi, supera addirittura gli 85 anni. A tutto questo si aggiunge il fatto che riusciamo a soddisfare soltanto l’8,5% delle domande perché mancano nuovi alloggi. E quelli che ci sono versano in pessime condizioni. Una situazione complessa - come spiega da Bechi - a cui si aggiungono le poche risorse economiche e la loro razionalizzazione».

«Non ci resta altro che fare quadrato – sottolinea il presidente Bechi – e per questo abbiamo firmato un protocollo d’intesa con le tre organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat. Un protocollo che va nella direzione di informazione e confronto, ma anche della trasparenza nell’accesso agli atti e del raffreddamento dei conflitti, qualora nascano eventuali conflitti in materia di locazione».

«Questo protocollo – aggiunge Davide Innocenti, segretario generale del Sunia di Pistoia – getta le basi per la tutela dell’Erp, fondamento dello Stato sociale. Dobbiamo ringraziare la Spes, che ha dato un riconoscimento formale alle rappresentanze sindacale. Cosa che, invece, non hanno fatto la maggior parte dei Comuni della provincia di Pistoia. Una legge regionale di quest’anno, infatti, stabilisce che un rappresentante dei sindacati sia presente nella commissione comunale mobilità e in quella per l’assegnazione degli alloggi Erp. Su 20 enti, soltanto tre hanno chiesto il nominativo: Serravalle Pistoiese, Lamporecchio e Larciano».

«Tutto questo – specifica Innocenti – ci sembra irrispettoso nei confronti della nostra organizzazione sindacale che conta 700 iscritti».

«In attesa che qualcosa si muova – conclude il presidente della Spes – possiamo soltanto fare sistema. Ma i problemi e le difficoltà, neppure in questo modo, potranno essere completamente risolte». —

Martina Trivigno



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