Ora l’Avis punta ad avere 4mila donatori di sangue
Il presidente Zannerini e il segretario Pacini: «Questo numero ci permetterebbe di mantenere in equilibrio la banca dati che mostra le eventuali carenze»
PISTOIA. “Dono. Non so per chi, ma so perché”. È questo lo spirito che, dal 1955, in città spinge i donatori di sangue di Avis Pistoia a compiere un piccolo grande gesto d'amore e solidarietà nei confronti di chi è meno fortunato. Una squadra di volontari silenziosi, e dal grande cuore, che donano il loro sangue e il loro plasma per chi ne ha più bisogno, senza alcuna distinzione. Un'azione a servizio della città, e non solo, perché il viaggio di una sacca di sangue può salvare una vita anche a molti chilometri di distanza. Anche Avis Pistoia scende in campo per partecipare al nuovo concorso del Tirreno, che s’intitola “Vota l’associazione del cuore”, dedicato alle realtà del terzo settore che operano in ambito sociosanitario sul territorio provinciale. Ogni giorno, sul nostro giornale, trovate un tagliando per votare la vostra associazione preferita e il volontario che più vi è rimasto nel cuore per gentilezza o professionalità.
Nel comune di Pistoia Avis conta oltre tremila donatori, dai 18 ai 70 anni, e nel 2018 ha registrato un più sei per cento di donazioni rispetto all'anno precedente. Un bel risultato di cui andare fieri e che spinge il presidente Igli Zannerini, il segretario Marzia Pacini e tutta la squadra del consiglio a fare sempre di più, puntando soprattutto a sensibilizzare i cittadini sull'importanza di donare sangue e plasma, anche attraverso manifestazioni che in città sono diventati veri e proprio appuntamenti fissi. Come la Notte rossa di luglio e la piazzetta in giallo nel periodo primaverile. Evento, quest'ultimo, pensato proprio per promuovere la donazione del plasma, perché ancora il territorio non ha raggiunto l'autosufficienza.
«I nostri volontari sono una cosa preziosissima – raccontano Zannerini e Pacini – Fanno una cosa che si pensa possa essere scontata, ma che non lo è per niente. Perché loro sono sani e decidono di fare un dono preziosissimo, senza avere idea di chi lo riceverà, a tutte quelle persone che si trovano ad averne bisogno».
Per un piccolo intervento chirurgico, una malattia del sangue, l'improvvisa necessità di una trasfusione. E avere subito a disposizione il sangue può fare la differenza tra la vita e la morte.
«Il nostro obiettivo – spiega il presidente Zannerini – è raggiungere i quattromila donatori. Un numero che ci permetterebbe di mantenere in equilibrio il nostro meteo del sangue». Ovvero una banca dati, aggiornata in tempo reale, che mostra la carenza di sacche di sangue di determinati gruppi, in modo tale da permettere ai donatori di andare a donare quando davvero ce n'è bisogno, senza seguire le ondate emozionali che, per esempio, spingono le persone a donare in massa dopo un grave evento. E in questi casi il rischio è creare un surplus di scorte che finiscono per non poter essere utilizzate. Perché anche il sangue è “a tempo”. «Sappiamo tutti che sull'onda dell'emozione è difficile trattenersi - prosegue Zannerini -, ma come spieghiamo sempre ai nostri nuovi donatori, i migliori frigoriferi del sangue sono le persone. Per questo è importante andare a donare quando davvero ce n'è bisogno».
Lo zoccolo duro dei donatori di Avis è fatto di volontari tra i 46 e i 55 anni (936 in totale), ma negli ultimi anni i giovani - anche appena diciottenni - si avvicinano sempre di più al mondo della donazione, e a farlo di più sono i ragazzi che hanno già un donatore in famiglia. —
Valentina Vettori
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