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Vannucci: «Vivaismo più verde? Positivo, ma serve un sostegno»
Il vicepresidente di Confagricoltura parla dopo la firma dell’accordo in Regione «Il percorso per le nostre aziende deve essere graduale e accompagnato»
PISTOIA. Anche una delle aziende simbolo più importanti del distretto vivaistico pistoiese, la Vannucci Piante, si dichiara in prima fila nella lotta per un’agricoltura più pulita e sostenibile. Ma sostiene la necessità di un approccio “morbido”.
È soddisfatto Vannino Vannucci, che è anche vicepresidente di Confagricoltura Pistoia, del protocollo d’intesa sulle buone pratiche vivaistiche sottoscritto in Regione e della «sensibilità» dimostrata dai vertici della Regione per il settore. Dice l’imprenditore: «Si va, più velocemente, nella stessa direzione presa da noi vivaisti in autonomia, perché sul riciciclo delle acque e sui nuovi sistemi di pacciamatura siamo già all’avanguardia internazionale. Bene, ma è un percorso che deve essere graduale e va accompagnato». Apprezzamento anche per la disponibilità del presidente dell’Europarlamento David Sassoli a raccogliere le istanze del distretto in sede europea.
Vannucci: «Siamo a disposizione per sperimentare fitofarmaci alternativi al glifosate e chiediamo aiuti per riconvertire gli impianti vecchi, dove attualmente non si possono introdurre i nuovi sistemi di pacciamatura che consentono di evitare il glifosate».
«Non siamo all’anno zero, però non possiamo mettere a rischio la tenuta dei conti – sottolinea Vannucci - Le aziende stanno già attuando queste buone pratiche agronomiche per diminuire l’utilizzo del glifosate, in attesa che la ricerca e l’industria farmaceutica elaborino prodotti fitosanitari più ecologici contro le erbe infestanti. Ad esempio stiamo attuando forme alternative di pacciamatura con il doppio telo negli impianti di vasetteria nuovi del distretto».
Rimangono però gli impianti preesistenti che devono essere trasformati nel tempo. «E lì noi ci aspettiamo anche un sostegno da parte della Regione o magari a livello comunitario. Perché queste trasformazioni delle vasetterie richiederanno degli investimenti importanti che, se arriveranno aiuti pubblici, saranno meno impattanti per le aziende, che, ricordiamolo, devono restare competitive per affrontare ad armi pari una concorrenza spietata in Europa e nel resto del mondo».
«Da sempre facciamo le cose in maniera oculata – aggiunge Vannino Vannucci - e ricordiamo che a Pistoia ci sono 5mila ettari di piante che sono un polmone verde. Quindi partiamo da qui e dal fatto che abbiamo avuto dei dati negativi d’inquinamento sostanzialmente per le acque superficiali e da lì abbiamo avviato questo percorso che adesso viene incanalato e accelerato dall’accordo con la Regione Toscana». —
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