Il presidio
Coccolato dalla Baraonda che gli dedica uno striscione
Durante la passata stagione del Pistoia Basket, Fabio ha seguito le partite a bordo campo in lungo e in largo per la penisola
PISTOIA. “Al tuo ritorno qua ci troverai. Forza Beeno non mollare mai!”, firmato Baraonda Biancorossa. Domenica 3 novembre, in occasione della partita in casa della OriOra contro Trieste, i tifosi della curva del PalaCarrara hanno dedicato uno striscione a Fabio Degl’Innocenti per fargli sentire la loro vicinanza e il loro affetto nel momento più difficile. Quel doppio trapianto di polmoni arrivato dopo tanti anni di attesa e trasferte per seguire la squadra del cuore, spesso accompagnate da linee di febbre e ossigeno.
” Beeno” è il soprannome che la Baraonda ha dato a Fabio non appena entrato a fare parte del gruppo. Di Fabio, però, e ben più robusto, ce n’era già uno. Da qui, la necessità di distinguerli in “Fabione” e “Fabino” . Soprannome che ha finito per trasformarsi in Bino e poi “Beeno”.
Coccolatissimo dai tifosi, che nelle trasferte lo hanno sempre scortato sotto un’ala protettiva, Fabio ha seguito tutte le partite in lungo e in largo per la penisola. In Sicilia e in Puglia, in pullman e persino in aereo. E proprio domenica scorsa, in occasione della partita più importante per il giovane, la OriOra ha vinto il suo primo scontro in casa. Una coincidenza che non è passata inosservata alla Baraonda Biancorossa, che ha dedicato a Fabio la vittoria. Le condizioni di salute del ragazzo, peggiorate prima del trapianto, non gli hanno permesso di seguire nessuna partita della nuova stagione. Mentre durante lo scorso campionato, grazie a un accordo con la società, Fabio ha seguito tutte le partite in casa a bordo campo, fianco a fianco con i giocatori. Una passione, quella per il basket, nata quasi per caso, quando un compagno di scuola lo ha portato al palazzetto. E da quel momento Fabio non ha più smesso. La prima trasferta seguita è stata a Cantù, e anche in quel caso arrivò la vittoria.
«Sabato sera 2 novembre, intorno alle 22, ho ricevuto il messaggio di Fabio che mi informava che lo stavano trasferendo da Firenze a Milano per il trapianto – racconta Jacopo Semeraro, ex compagno di scuola del ragazzo e tifosissimo come lui – Avrei voluto andare a salutarlo, ma non c’è stato tempo. Allora ho subito avvertito i ragazzi della Baraonda e abbiamo deciso di preparare lo striscione da portare in curva. Durante la partita lo abbiamo pensato spesso, eravamo molto tesi per il suo intervento, ma poi per fortuna è andato tutto bene. Lo sento tutti i giorni. Con Fabio siamo andati in trasferta ovunque, anche quando aveva la febbre e si sentiva poco bene. Sappiamo che ci vorrà molto tempo per rivederlo in curva accanto a noi, ma noi siamo convinti che tornerà più forte di prima e lo aspettiamo». –
V. V.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google