Cerca di colpire la sua ex con l’acido: condannato 89enne
L’anziano stalker, che si trova in carcere dallo scorso marzo, è stato processato con il rito abbreviato davanti al gup del tribunale: 2 anni e 10 mesi
pistoia. Già il giorno prima aveva minacciato di farlo, al culmine di uno degli innumerevoli litigi che avevano caratterizzato gli ultimi 15 anni, costellati di denunce e anche di arresti. Ma quel sabato ci aveva provato davvero. Aveva svitato il tappo della bottiglia di acido muriatico e, allungando di scatto il braccio in avanti, aveva cercato di colpire la sua ex compagna. Un sottile zampillo che era andato a finire sul pavimento. Ma tanto era bastato affinché per l’89enne stalker si spalancassero le porte del carcere.
Era il 2 marzo scorso quando, arrestato dai poliziotti della Squadra volante con l’accusa di atti persecutori, Rocco Donato Benedetto, nonostante la sua età, era stato portato nella casa circondariale: impossibile prevenire altrimenti altri comportamenti violenti, visto che l’unico luogo per gli arresti domiciliari sarebbe stata l’abitazione di viale Petrocchi in cui, seppure in due appartamenti differenti con ingressi a meno di un metro l’uno dall’altro, vivono sia lui che la sua vittima.
Ieri mattina, l’anziano stalker è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale con le imputazioni di atti persecutori (dal 2015 al giorno dell’ennesimo arresto), minacce e tentate lesioni gravissime. Processato con il rito abbreviato (ottenendo così lo sconto di un terzo sulla pena prevista) è stato condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione e al risarcimento alla parte offesa dei danni (4.000 euro).
Una lunga storia di persecuzioni, lesioni, minacce e anche incendio (con arresti e condanne passate in giudicato) quella che vede protagonisti il Benedetto e la sua ex compagna, di una decina d’anni meno anziana. I due abitano, come detto, nella stessa casa, divisi solo da un muro ma con in comune il giardinetto che si affaccia sulla strada. Ultimamente la donna aveva preferito tornare nella sua città di origine, affittando il suo appartamento, ma l’inquilino se n’era andato quando, a metà febbraio, il Benedetto era stato arrestato per aver spruzzato su di lui – e anche su poliziotti e vigili del fuoco – dell’insetticida.
Fatto sta che attorno alle 15,30 del 2 marzo scorso, la donna, mentre usciva per andare a buttare la spazzatura, nella resede comune si era trovata davanti l’ex compagno. Che aveva iniziato ad inveire contro di lei, accusandola di avergli rubato dei soldi che lui aveva appoggiato sul tavolo in giardino. Per poi minacciarla, urlandole che le avrebbe gettato l’acido sul viso. E presa la bottiglia dal sacchetto che aveva in mano, l’aveva svitata e aveva cercato di colpirla con uno zampillo. Alle urla della donna, da casa di quest’ultima era uscita di corsa una domestica, che l’aveva afferrata per le spalle e l’aveva trascinata dentro. Chiudendosi la porta alle spalle. Per poi chiedere aiuto al 113. —
M.D.
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