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Pistoia

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Ancora celata in un caveau la collezione di Tommaso Gelli

C.R.
Ancora celata in un caveau la collezione di Tommaso Gelli

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PISTOIA. Quattromila tra monete e medaglie, carte con autografi celebri, volumi rari. È questo il prezioso lascito di Tommaso Gelli alla città di Pistoia.

Nato nel 1835 da una famiglia benestante che trae i guadagni da una fabbrica di candele, torce e altri prodotti in cera, tra la Fortezza di Santa Barbara e l’attuale viale Arcadia, Tommaso, avvocato, senza mai esercitare la professione, dedica la vita e molte risorse economiche alla collezione. Un impegno appassionato che non sembra avere limiti.Il fratello Antonio lo eguaglia con altrettanto fervore nel campo della beneficenza.

Tra gli autografi raccolti, ci sono quelli di Antonio Rosmini, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Sono ora conservati, insieme ai libri, alla biblioteca Fabroniana che li ricevette in dono.

Il Comune di Pistoia accettò, invece, dopo la morte di Tommaso Gelli, nel 1917, la donazione di una ricca collezione di monete e medaglie. Questa viene esposta per la prima volta nel 1899 all’esposizione di arte antica. Poi, una selezione di 568 pezzi, nel 1967.

Da allora la collezione Gelli è ritorna nel buio del caveau di una banca.

Nel 2017, cioè nel centenario della morte, Anna Agostini dedicò un bel libro al personaggio che ha speso una vita tra i libri e le monete. Venne curata anche una mostra delle carte donate da Gelli alla Biblioteca Fabroniana. La mostra, precisa la stessa Agostini, “prevede una ricca raccolta di miscellanee ottocentesche che restituiscono un quadro abbastanza esaustivo della società pistoiese tra Ottocento e Novecento. Ai volumi saranno accompagnati i preziosi autografi di letterati illustri... e i cataloghi compilati dalla stesso Tommaso, frutto di anni di studio e di dedizione”. —

C.R.



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