Il Tirreno

Pistoia

Coniugi morti nel dirupo, il ricordo della nipote

Valentina Vettori
I coniugi morti nel dirupo
◗
I coniugi morti nel dirupo

Benedetta Bucci: «Erano come due anime in un unico nocciolo. Due persone perbene»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Sono morti insieme, uno a fianco dell’altra. Così come avevano sempre vissuto, mano nella mano. Legati da un amore profondo, antico. Ma giovane allo stesso tempo, e fatto di piccoli gesti quotidiani come il passeggiare fianco a fianco per le strade di Villa di Baggio, e le continue attenzioni di lei nei confronti del marito nell’aggiustargli il colletto della camicia, sempre un po’ storto.

Ledo Scartabelli, 85 anni, e Gisella Bucci, di cinque anni più giovane, si erano conosciuti poco più che ventenni, e subito avevano deciso di sposarsi e di rimanere a vivere in quel paesino arroccato nel cuore della Valle delle Buri.

Quello stesso borgo dove dalla tarda serata di martedì sera – quando i loro corpi senza vita sono stati ritrovati in un dirupo nei boschi che circondano la strada Baggio-Poggione, a qualche decina di metri dalla curva in località Pratopiano – i compaesani piangono la loro morte improvvisa, stringendosi intorno alla figlia Stefania, il genero Fausto e i nipoti, Emanuele e Francesco.

I due coniugi erano usciti la mattina presto, a bordo delle loro Panda, per andare a cercare funghi. La grande passione di Ledo. E la moglie Gisella, come in altre occasioni, aveva voluto accompagnarlo.

«Non aveva voluto lasciarlo andare da solo – racconta la nipote dei due coniugi, Benedetta Bucci, che vive nello stesso paese degli zii – Erano due anime in un nocciolo. Due persone per bene, che si amavano come il primo giorno, nonostante il passare degli anni. È una tragedia. Siamo sconvolti e tristi. Tutto il paese lo è».
«Sono sempre stati parte di questa comunità – prosegue, commossa, Benedetta – che li ha accolti con grande affetto».

E come in una grande famiglia, ora è l’intero paese e la Valle delle Buri che li piange. «I miei zii – ricorda Benedetta – erano due persone dal cuore grande. Per me, come dei secondi genitori. Hanno sempre pensato prima agli altri che a loro stessi. Si facevano in quattro quando qualcuno aveva bisogno, ed erano un punto di riferimento. Addirittura, quando qualcuno del paese veniva ricoverato all’ospedale, loro erano i primi a partire con il pentolino del brodo da portargli. Insomma, da questi piccoli gesti si capisce di che pasta erano fatti».

Amanti della montagna e delle passeggiate al fresco, Ledo e Gisella avevano tra le loro mete preferite le Dolomiti. Un luogo in cui hanno trascorso tante vacanze felici in compagnia della famiglia.

«I monti erano la loro grande passione – conferma Benedetta Bucci – Per questo si recavano spesso nella loro casina sopra Badia a Taona».

Quella stessa casa che avrebbero dovuto raggiungere per il pranzo di martedì scorso, ma dove, per un tragico incidente, non sono mai arrivati. Perché quella stessa strada, percorsa mille volte, e conosciuta a menadito gli è stata fatale.

Dalle prime ore della scomparsa di marito e moglie, l’intero paese si è stretto intorno alla famiglia, nella speranza che ci fosse un lieto fine e i due fossero ritrovati.

«Ci abbiamo sperato fino all’ultimo – prosegue la nipote dei coniugi – Ma purtroppo, in tarda serata, è arrivata la conferma della tragedia. L’unica cosa che allevia un po’ il dolore della nostra famiglia è il pensiero che siano morti insieme, nello stesso momento. Vicini come hanno sempre vissuto. Sono convinta che se ne fosse andato solo uno, l’altro non sarebbe sopravvissuto al dolore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web