Il presidio
Biliardo 5 birilli, al PalaCarrara la sfida tra i più bravi del pianeta
Cerimonia di apertura con tutte le nazionali schierate, poi sono iniziate le prime partite 64 giocatori di 13 nazioni a confronto, la finale prevista domenica pomeriggio alle 18 circa
L’evento
Si è finalmente alzato il sipario sulla ventiquattresima edizione del Campionato del mondo cinque birilli individuale open, che da ieri a domenica si svolgerà al PalaCarrara di Pistoia.
Un evento per cui si è creata una grande attesa, visto che è la prima volta che la città ospita un campionato mondiale ufficiale di una disciplina regolamentata e diffusa in tutto il mondo.
PalaCarrara tirato a lucido, quindi, ieri mattina per la cerimonia di apertura delle gare. Sul parquet che ospita di solito le gesta degli atleti della OriOra, è stata stesa una superficie protettiva. E, sopra, i tavoli da gioco, debitamente illuminati. Uno è anche circondato da barriere che lo isolano: è il “campo centrale”, quello su cui si giocheranno le partite più importanti e che, non a caso, porta il logo della Rai, impegnata a trasmettere ogni giorno da Pistoia.
Ma siamo arrivati davvero all’inizio dello spettacolo. Sono le 10 in punto quando, sulle note della marcia di Radetzsky, a ritmo del battito di mani del pubblico che ha affollato gli spalti, i 64 atleti delle 13 nazioni partecipanti hanno fatto il loro ingresso sul campo di gara accompagnati dal corpo arbitrale.
Molte le autorità presenti, dal “padrone di casa” Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, accompagnato dagli assessori allo sport Gabriele Magni e al turismo Alessandro Sabella, a Gabrio Volante, vicepresidente vicario della Federazione italiana biliardo sportivo (Fibis) con Stefano Gibertoni direttore tecnico della Federazione; dal delegato provinciale Coni Toscana Vittoriana Gariboldi a Fernando Requena, presidente della Federazione mondiale di biliardo (Umb) che ha dato il via ufficiale alla manifestazione.
Prima autorità a parlare è stato il sindaco Alessandro Tomasi, che ha ringraziato la Federazione per la scelta di Pistoia come teatro delle gare. Ringraziamenti subito ricambiati da Ferdinando Requena, che ha ringraziato la città e gli organizzatori per l’impegno profuso.
Poi tutto il pubblico è stato invitato ad alzarsi e nel palazzetto sono risuonate le note dell’inno di Mameli, applaudito – alla fine – da tutti i giocatgori schierati all’interno del palazzetto.
Pochi minuti e poi ai tavoli sono iniziati i primi confronti, che sono poi proseguiti per tutto il pomeriggio e la sera. Il calendario delle gare, previste ogni giorno dalle 10,30 alle 22,30, può essere consultato sul sito www.fibis.it, ricco di queste e altre informazioni per gli appassionati ed i semplici curiosi. La finale, comunque, è in programma per domenica attorno alle 18. Un’occasione da vivere anche per chi non è appassionato della disciplina: non capita tutti i giorni di assistere alla finale di un campionato mondiale. Oltretutto in questi giorni l’ingresso al PalaCarrara sarà del tutto gratuito.
Uno dei momenti più spettacolari della mattinata di ieri è stato l’ingresso delle compagini nazionali, con i 64 giocatori che indossavano le rispettive, eleganti, tenute da gara. Applausi a scena aperta per l’Argentina, che oltre ad essere la prima squadra nazionale a fare il suo ingresso al palazzetto, annovera nelle sue file il campione mondiale uscente, Alejandro Martinotti, vincitore del trofeo iridato a Necochea, in Argentina, nel 2017. In quell’occasione l’avversario fu l’italiano Michelangelo Aniello, che a Pistoia è assente. La nazionale azzurra comunque, composta da 13 elementi, parte con i favori del pronostico, seconda solo ai mitici argentini. A difendere i colori azzurri ci sono Matteo Gualemi, Daniel Lopez, Paolo Marcolin, Andrea Quarta, Ciro Davide Rizzo (partecipanti di diritto) e Giuseppe Abruzzese, Santi Caratozzolo, Maurizio Girondino. David Martinelli, Thomas Primon, Paolo Spadaro, Rocco Summa, Fioravante Vecchione (emersi dalle selezioni svoltesi a Rho nel settembre scorso).
Italiani e argentini, dunque, sicuri protagonisti. Ma non sono da trascurare le potenzialità della nazionale uruguagia, che lo scorso anno a Lugano ottenne il secondo posto nel campionato del mondo a squadre svoltosi a Lugano. —
Fabio Calamati
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