Italia
Ugl: a Pistoia si muore ancora per l’amianto
I sindacalisti Vittoria e Fabbri lanciano un appello perché l’Inps sblocchi le pratiche dei lavoratori “esposti”
PISTOIA. «Essendo ancora in corso un processo riguardante la morte del collega Enio Ceccherini, diciamo che ci aspettiamo, speriamo, che giustizia venga finalmente fatta».
Lo dicono due sindacalisti: Antonio Vittoria, segretario generale di Ugl Pistoia, e Tiziano Fabbri, segretario provinciale di Ugl Metalmeccanici. I due si riferiscono alla drammatica vicenda dei lavoratori esposti all’amianto.
«Alcuni lavoratori di Hitachi e di AnsaldoBreda – affermano gli esponenti di Ugl – ancora oggi risultano essere in “ostaggio” dell’Inps che da mesi e mesi ha in mano le loro pratiche relative al riconoscimento dei, chiamiamoli, “benefici” derivanti dall’esposizione alla fibra killer, lavoratori che “godono” di una aspettativa di vita sicuramente minore rispetto alla norma e che per cause meramente burocratiche si vedono negato il diritto sancito da una legge, riconosciuto già nei propri estratti contributivi, di potersene andare finalmente in pensione. Tutti speriamo che la questione si risolva in tempi strettissimi, la pazienza fra i lavoratori è finita, anche perché ci sono persone che già da 2 anni dovevano essere a casa, persone con ad esempio 46 anni e mezzo di contributi, ed altri lo stesso penalizzati che sappiamo, a breve, si organizzeranno in proprio per opporsi a questa ingiustizia».
«Dai giornali – proseguono Vittoria e Fabbri –apprendiamo che altri due ex lavoratori di Breda Costruzioni Ferroviarie sono deceduti, si sospetta sia a causa delle lavorazioni d’amianto che dell’ormai famosa scoibentazione del tetto. Poco importa, visto il risultato, la verità è che di amianto qua da noi ancora si muore».
«La nostra riflessione – incalzano i segretari di Ugl e Ugl metalmeccanici – è questa: se la legge è stata rispettata quando si è chiesto l’autorizzazione ai lavori di demolizione del tetto a scapito della salute dei lavoratori, perché oggi, in materia di riconoscimento, la legge non viene rispettata nel riconoscere almeno quel piccolo “beneficio” , tra l’altro già accreditato sugli estratti contributivi personali, proprio agli stessi soggetti danneggiati? ».
«Partendo dal presupposto che le leggi vengono fatte dal Parlamento – concludono i due sindacalisti dell’Ugl – è la politica stessa a dover vigilare e promuoverne il rispetto. I lavoratori gli chiedono questo, sbloccare gli intoppi dovuti alla burocrazia degli enti preposti garantendo una soluzione in tempi stretti e facendosi carico così delle proprie responsabilità». –
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
