Meteo
Maestri internazionali di teatro alla base del progetto artistico
L’idea nacque da quattro donne Nel tempo si aggiunsero Neumann, Vargas e Corazza La struttura è stata ristrutturata e oggi ospita molte attività
pistoia. Dal 2003, quattro donne – Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso e Francesca Giaconi – riunite nell’associazione culturale “Teatro Studio Blu”, organizzano sul territorio di Pistoia laboratori e attività teatrali. Ma è nel 2004, con l’incontro con il produttore teatrale Andres Neumann, che il gruppo di lavoro si struttura, assumendo una vocazione internazionale. E così, all’attività locale, punto di forza dell’associazione, vengono affiancati laboratori professionali che coinvolgono Enrique Vargas (regista e antropologo, fondatore del rivoluzionario Teatro de los Sentidos), Juan Carlos Corazza (formatore, maestro di Javier Bardem e di molti attori di fama) e Jean-Guy Lecat (storico scenografo di Peter Brook).
Questi maestri del teatro internazionale hanno nel tempo condiviso il progetto e deciso di collaborare attivamente alla creazione di un vero e proprio Centro culturale, il Funaro, nato nel 2009. Vargas, insieme a Jean-Guy Lecat, con l’architetto Gianluca Mora e Alberto Vescovi alla direzione dei lavori, collaborano all’ideazione degli spazi. Accanto all’opera di progettazione e ristrutturazione di vecchi capannoni e magazzini a uso artigianale, è stato poi anche svolto un lavoro sulla memoria e sull’immaginario attraverso ricerche, testimonianze delle persone del quartiere, recupero di immagini storiche del luogo.
Ed è con l’apertura del Funaro che Vargas e il Teatro de los Sentidos stabiliscono qui la sede italiana della Scuola sul Linguaggio dei Sensi.
C’è poi Neumann che guida fino al 2013 il processo di sviluppo del progetto e dona alla struttura il suo archivio professionale, uno dei più importanti patrimoni documentari relativi alla storia del teatro degli ultimi quarant’anni, che contiene corrispondenza, dossier, progetti, manifesti, rassegna stampa, fotografie, audiovisivi relativi ai rapporti della Andres Neumann International con artisti di fama internazionale.
I documenti, insieme a una biblioteca teatrale, costituiscono ora il Fondo “Andres Neumann”, curato da Massimiliano Barbini (che entra a far parte del gruppo nel 2009).
Il Funaro, insomma, per chi lo conosce e lo frequenta, non è soltanto un teatro (con tre sale), o una scuola (con circa 25 laboratori di teatro ogni anno). E non è neppure solo una residenza artistica (con una doppia foresteria che può ospitare fino a 18 persone), o una caffetteria (con cibi fatti in casa e sede di Slow Food Pistoia) o una biblioteca (dedicata appositamente al teatro e alla ricerca teatrale del Novecento).
Il Centro culturale, infatti, è l’insieme di tutte le attività che si svolgono in via del Funaro. E che, ogni anno, sono molto seguite da spettatori di tutte le età. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google