Il presidio
Il nuovo sogno di Manes: le case per il “Dopo di noi”
Nella prima giornata dell’open day al Dynamo Camp, il suo fondatore e anima spiega l’ultimo progetto: strutture per i ragazzi disabili quando rimarranno soli
Limestre. Ancora una data precisa non può essere indicata, ma i prossimi obiettivi saranno le “Case Dynamo” e la formazione di “terapisti ricreativi” per accudire i bambini disabili fuori dalla struttura di Limestre. E a dimostrare che quando al Dynamo Camp si prefiggono una meta la raggiungono, il fatto che nel 2019, come annunciato, il numero di bambini ospitati a sessione è passato a 100.
Dati che sono emersi ieri mattina durante il tradizionale open day alla struttura di Limestre. Giornata aperta a istituzioni, partner, sostenitori, donatori, staff, volontari, amici. Sul palco, a raccontare sogni, obiettivi, e traguardi raggiunti, il fondatore del Dynamo Camp, Vincenzo Manes, insieme all’amministratore delegato Maria Serena Porcari. I due prossimi obiettivi, Manes li ha solo introdotti. Poi li ha spiegati in dettaglio la Ad.
«Le Case Dinamo sono una risposta al tema urgentissimo che prende il nome di “Il dopo noi”, in cui, con noi, si intendono i genitori dei bambini disabili. Questa è una forte preoccupazione: dove lasciare questi ragazzi, chi li accudirà dopo che i genitori saranno morti? Ci stiamo lavorando, ma è un argomento difficile. Quello che sappiamo è che non possiamo aspettare troppo tempo».
Assieme a questo – aggiunge Porcari – c’è anche la figura del terapista ricreativo, che si occuperebbe di risolvere anche i piccoli problemi delle famiglie».
Obiettivi da raggiungere e obiettivi raggiunti, come quello dei 100 ospiti per sessione.
«Un nostro obiettivo raggiunto – ha proseguito Serena Porcari – Il mumero dello scorso anno era fermo a 94. Questo anche grazie alla ristrutturazione di due casette all’interno del Camp che hanno portato maggiori posti letto».
Inoltre è stato di 27 il numero di famiglie ospitate contemporaneamente, così come è stato possibile incrementare il numero delle patologie accolte e dei bambini con bisogni medici complessi. In ospedali e case famiglia di tutta Italia, sono poi state sviluppate le attività e la presenza continuativa dello staff (ricordiamo che Dynamo Camp è un progetto che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi con gravi patologie, nonché ai loro famigliari).
Vincenzo Manes ha poi concluso il suo intervento riassumendo con una parola – autenticità – quello che, secondo lui, accomuna tutti coloro che hanno contribuito al successo del progetto. «Lo abbiamo fatto – ha detto – con un gruppo di persone generose, che non hanno mai avuto voglia di protagonismo ma impegnate solo per alleviare il dolore delle famiglie e dei bambini ospiti, senza mai finzione».
Poi, a parlare, è toccato ai numeri del 2019: 1.171 bambini e ragazzi ospitati gratuitamente con programma “Soli Camper” e 883 ospitati con i famigliari nei programmi per famiglie; 4.500 bambini e ragazzi coinvolti in attività di terapia ricreativa tramite i Dynamo Programs in ospedali e associazioni; 1.021 volontari formati, 229 persone al lavoro per il progetto, di cui 57 dipendenti, 117 stagionali, 25 medici e 30 infermieri; e ancora 97 ospedali e 64 associazioni di patologia e di genitori a far parte del network Dynamo Camp; e 70 patologie accolte. Infine, la raccolta fondi, con una previsione di 5,5 milioni di euro a fine anno.
Oggi, per l’intera giornata, l’open day: il Camp aprirà le porte a coloro che vorranno toccare con mano impegno e solidarietà. —
Carlo Bardini
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