Il Tirreno

Pistoia

l’assemblea 

Momenti di tensione La folla vuole risposte

M.T.
Momenti di tensione La folla vuole risposte

In centinaia hanno partecipato all’incontro in sala Francini Intanto aumenta la paura per la contaminazione dell’acqua

3 MINUTI DI LETTURA





casalguidi. «Lei ci viene a dire che qui, a Casalguidi, si vive bene? Che non c’è inquinamento ambientale? Questa è un’offesa a tutti noi i cittadini». Una voce si leva dal pubblico, rivolgendosi al dottor Francesco Cipriani. Il direttore dell’Unità funzionale epidemiologica dell’Asl Toscana Centro ha appena detto che, nel comune di Serravalle, la situazione – dal punto di vista dello stato di salute – è tutto sommato in linea con i dati regionali. Ed è allora che nella sala Francini, in cui si sono radunate centinaia di persone, esplode la protesta. Voci che si accavallano con i rappresentanti del Comune – il sindaco Piero Lunardi e l’assessore Ilaria Gargini seduti in platea, in prima fila – che cercano, come possono, di placare la folla, inutilmente.

Ci sono tutto il malcontento e la rabbia, fino a quel momento repressi. E poi, inevitabilmente, c’è la paura. Mentre ascoltano le parole di Asl e Arpat, una sola frase esce, quasi all’unisono, dalle loro bocche: «Perché ci siamo trovati a questo punto?». La domanda cade nel vuoto. Poi la rabbia, a più riprese, emerge con forza. «Abbiamo una discarica di rifiuti speciali industriali, quella del Cassero – afferma un rappresentante del Comitato per la salute pubblica – C’è poi l’inquinamento della falda acquifera e l’incubo del cloruro di vinile, uno dei prodotti più pericolosi che esistano. Mi meraviglio, quindi, che il dottor Cipriani mi venga a dire che questo è un luogo tranquillo».

«Adesso – prosegue il rappresentante del Comitato per la salute pubblica di Casalguidi – ci venite a dire che farete dei controlli sull’acqua dei pozzi privati e pure sui terreni che si trovano vicino ai vivai. Ma la mia domanda è un’altra: perché, fino ad ora, nessuno ha controllato? Perché siamo arrivati a questo punto? Con persone che si sono ammalate e la cui vita, ora, è appesa a un filo».

Scoppia un applauso, ed è difficile trattenere il pubblico.

«Quando sai che il tuo vicino di casa ha contratto il sarcoma – sottolinea una signora della zona – è difficile non avere paura. È come un tarlo che si insinua dentro. Non riesci a pensare ad altro. Vivi con il terrore negli occhi e nella mente. Con l’ansia, appunto, che il prossimo possa essere un nostro familiare. Per questo motivo siamo arrabbiati. E anche per questo non possiamo accontentarci della risposte che Asl e Arpat ci hanno dato».

Sono tante le ipotesi che gli abitanti di Casalguidi – soprattutto quelli più anziani, in quanto memoria storica del paese – portano all’attenzione dei medici. Ma, in ogni caso, bisognerà aspettare la conclusione delle interviste (prevista per fine ottobre) e anche delle indagini sull’acqua e sul terreno nei dintorni e dei vivai.

«C’è in gioco la nostra salute – concludono alcuni cittadini – Siamo stanchi di sentire un discorso dietro l’altro. Esigiamo, adesso, risposte concrete». —

M.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera