Il Tirreno

Pistoia

Prove generali di alluvione con evacuazione e salvataggio

Giulia Gonfiantini Foto di Lorenzo Gori
Prove generali di alluvione con evacuazione e salvataggio

Quarrata e Serravalle sono state al centro di una maxi operazione che ha permesso di testare le capacità di intervento in caso di emergenza, sono stati coinvolti anche i cittadini 

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protezione civile

Le frazioni di Barba, Ferruccia, Olmi e Caserana, che si trovano nelle immediate vicinanze del torrente Ombrone, e alcune aree di Casalguidi e Cantagrillo – attorno alle vie Pontassio, Chiassetto, Curiel, Forti e Rinascita – che potrebbero essere colpite da un’eventuale esondazione della Stella. Sono alcuni dei luoghi più interessati dal rischio idraulico e idrogeologico a Quarrata e a Serravalle Pistoiese, dove ieri, su iniziativa delle due amministrazioni, è stata condotta un’esercitazione della protezione civile in scala reale per testare il piano intercomunale adottato due anni fa. «Ci troviamo in zone spesso piagate da eventi importanti – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni, presente alla simulazione – anche se recentemente abbiamo investito molto per la messa in sicurezza idraulica e nella manutenzione. In particolare, negli ultimi quattro anni abbiamo speso 30 milioni di euro per aumentare il grado di sicurezza e ora sta per partire il terzo lotto della cassa di espansione di Pontassio, che è già stato finanziato. Ma la sicurezza al 100% non esiste: ecco perché occorre lavorare sulla resilienza e sulla cultura dei cittadini. Esercitazioni come questa servono a verificare che la macchina sia ben oliata e devo dire che, in questo caso, il sistema funziona».

Il programma dell’esercitazione è iniziato venerdì pomeriggio con un’allerta meteo simulata che, dal codice giallo per pioggia persistente, sufficiente a far scattare i primi monitoraggi, si è aggravato con il passare delle ore fino a raggiungere il livello più elevato. E dunque il codice rosso, che sarebbe dato dall’esondazione dell’Ombrone alla Ferruccia e, a Serravalle, della cassa di espansione in località Pratone. Uno scenario di estrema emergenza, in questo caso soltanto simulato ma – come ben sanno gli abitanti della zona – verosimile. L’iniziativa ha previsto l’attivazione di tutti i livelli di soccorso e 42 residenti che nei giorni scorsi hanno aderito volontariamente al programma sono stati evacuati dalle proprie case. È stato simulato inoltre un salvataggio in acqua da parte dei sommozzatori dei Vigili del fuoco di due persone nell’invaso del Falchereto. A Quarrata sono stati realizzati interventi di sifonamento e con idrovore al fosso Quadrelli, sull’argine dello Stella in via Arcoveggio, in località Gironi e Case Carlesi. A Serravalle si è intervenuti per movimento franoso in zona Podere Casetta e nel punto di confluenza del Rio dei Forti con lo Stella.

I cittadini evacuati e messi in salvo, invece, sono stati portati al polo tecnologico di Quarrata e alla palestra comunale di via dei Forti, a Serravalle. I potenziali interessati – 600 per il primo comune e 200 per il secondo – erano stati informati nei giorni scorsi attraverso lettere individuali: hanno risposto all’appello rispettivamente 30 e 12 persone. «Se la gente è preparata all’emergenza è meglio, queste cose purtroppo non accadono soltanto in Cina o alle Maldive», dice Piero Lunardi, sindaco di Serravalle. Coinvolte, oltre alle istituzioni e alla protezione civile regionale e provinciale, anche tutti gli enti e le associazioni di volontariato che sarebbero chiamati a operare in caso di necessità. «Per questo evento programmato insieme stanno lavorando fin dal mattino circa 120 persone», afferma Marco Mazzanti, sindaco di Quarrata, ente capofila per l’iniziativa. «Sapere che possiamo contare sulla vicinanza della struttura regionale e sulla prefettura – aggiunge – per noi non è una banalità». «Esercitazioni come queste andrebbero fatte sempre e comunque – sottolinea Silvia Montagna, viceprefetto di Pistoia – perché testare la fluidità del piano è importante. I piani sono adottati a tavolino, perciò è normale che nella realtà ci siano poi aspetti da ricalibrare. La loro funzione non è evitare che un evento accada, bensì limitarne gli effetti negativi».

Al polo tecnologico i cittadini partecipanti hanno incontrato le autorità e assistito a interventi informativi sul piano di protezione civile, curati da Lara Pelagotti (associazione Psicologi per i popoli), Antonio Belluomini dei Vvf e Gianluca Grilli, volontario del Gruppo alpini. Dopo, a tutti è stato servito un pranzo preparato dalle associazioni in una cucina da campo, proprio come accadrebbe in una vera emergenza. –

Giulia Gonfiantini

Foto di Lorenzo Gori



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