Pensionati e bambini insieme nella nuova sede dello Spi Cgil
SAN MARCELLO. La ristrutturazione della sede è un lavoro bello e funzionale con l’acquisizione di nuovi spazi che prima erano gestiti dalla Confartigianato. Ma l’importanza della nuova sede dello Spi/Cgil di San Marcello racchiude un valore ancora maggiore ed importante per la società della montagna pistoiese. Sarà capace di unire i pensionati ed i bambini attraverso lo spazio didattico dedicato alla creazione di murales ed all’orto. Grazie, infatti, ad un accordo con la scuola, i nuovi locali del patronato dei pensionati insegneranno agli studenti a fare l’orto, a seminare e comunque a gestire due tre campi. E ieri mattina, ad applaudire ai lavori svolti e alla progettualità futura, c’erano tante persone per assistere al taglio del nastro. È vero che alcuni erano “addetti ai lavori”, ma molti presenti erano arrivati per condividere un momento di gioia e di conquista. Perché in un periodo in cui i tagli ai servizi sono all’ordine del giorno, vedere un soggetto che si amplia e che si potenzia, perché ci crede, in un luogo fuori dalla città è un’eccezione.
Alla cerimonia erano presenti Laura Puccini, segretaria Lega Spi montagna, Giacomo Buonomi, assessore comunale di San Marcello-Piteglio, Daniele Gioffredi, segretario Cgil Pistoia e il segretario regionale Spi/Cgil Alessio Gramolati. «Questa nuova sede –ha detto Gramolati – è importante perché è un’opera di riqualificazione a vantaggio della popolazione, in secondo luogo ha anche un valore simbolico perché vuol dire che noi pensiamo ancora la montagna pistoiese come un luogo da valorizzare. Ma permettetemi di dire che è veramente una cosa molto interessante poter destinare un a parte di questa struttura alla coltivazione dell’orto. Vuol dire coniugare i pensionati e gli studenti del territorio. I primi che insegnano ai secondi a coltivare». Si tratta infatti di “orti solidali” e rientrano nel “Progetto educativo e didattico”. E a baciare l’iniziativa era presente anche il dirigente scolastico Carlo Rai, ed alcuni insegnanti con due classi rappresentative di questa intenzione. Appesi alle pareti 10 quadri. Sette di questi “raccontavano” mestieri ormai perduti. –
C. B.
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