Il presidio
Oltre 40 multe ai fungaioli dai primi giorni di settembre
In un solo giorno ne sono state elevate otto. Le motivazioni sono varie: cercatori senza permesso, porcini sotto misura, raccolta in giorni vietati
ABETONE. Ci risiamo come negli anni scorsi, nascono i funghi e con loro i problemi connessi. I boschi sono presi letteralmente d’assalto spesso con uno scarso rispetto per l’ambiente. Nei boschi si trovano “oggetti smarriti” di ogni tipo: pacchetti di sigarette vuoti, contenitori di merendine, bottiglie di plastica e di vetro, sacchetti, lattine e così via. E non è un’esagerazione, basta affacciarsi nei boschi per verificare. Le strade che portano ai luoghi dove “fanno” i funghi sono fiancheggiate da file interminabili di automobili. Le proteste e le polemiche di residenti e di associazioni non si contano più. In questi giorni si ha notizia che all’automobile di un gruppo di livornesi cercatori di funghi sono state tagliate le gomme. Hanno fatto ritorno a Livorno con un mezzo che da lì è venuto appositamente a riprenderli, perché nella zona non c’erano gomme adatte alle loro auto.
Il dottor Francesco Benesperi è il responsabile del settore forestazione dell’Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese, composta da quello di San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano e Sambuca Pistoiese.
Benesperi spiega che il territorio montano che l’Unione deve controllare è vestissimo: «In questo momento stiamo concentrando le forze disponibili nella zona più interessata alla raccolta quella di Abetone e di Val Sestaione. A partire dall’inizio di settembre, quando è cominciata la campagna raccolta funghi, le guardie preposte hanno elevato oltre 40 verbali con sanzioni amministrative. Faccio un esempio un giorno nello spazio di poco tempo sono state elevate 8 contravvenzioni. Le motivazioni vanno da persone sprovviste di permesso per raccolta, trasporto dei funghi in contenitori non idonei, funghi “porcini” sotto misura, errata valutazione dei giorni di apertura e così via».
Alla richiesta su quante siano le persone che girano per boschi, così ha risposto Benesperi: «Non è facile fare un calcolo perché il territorio è vasto e il personale di cui disponiamo non è sufficiente in questo periodo. Faccio un secondo esempio: ci è stato segnalato che sabato scorso nel tratto di strada che va dalla Secchia a Le Regine c’erano oltre cento automobili in sosta. Facendo un calcolo, sapendo che i fungai (e non fungaioli, perché in montagna così si chiamano, nda) quasi mai vanno da soli ma almeno in due persone per ogni auto, ma spesso sono di più, siamo di fronte a duecento o trecento persone, solo in quel luogo».
Va rammentato che il servizio di controllo è demandato anche ai carabinieri forestali. Inoltre nel comune di San Marcello Piteglio è stato istituito il Gav, un gruppo di guardie volontarie. La normativa sulla raccolta dei funghi, che fu introdotta dalla Provincia di Pistoia, dopo una breve sospensione, è stata modificata nel 2018 anche dietro forte pressione delle popolazioni montane. Il cambiamento più consistente riguarda la raccolta in area montana per il giorno di martedì che è riservata ai soli residenti nel comune. Mentre il giorno di venerdì la raccolta è vietata completamente. La domanda che più si pongono gli abitanti della montagna è: sono sufficienti i controlli attuali e le sanzioni previste dalla normativa esistente oppure serve altro per arginare l’attuale dannoso flusso nei boschi? —
Sauro Romagnani
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