Italia
Niente panino da casa: corsa per iscrivere i figli alla mensa
Rispettare la recente sentenza della Cassazione sta creando problemi logistici a numerose famiglie Proteste alla “Galileo Galilei”
PISTOIA. Panino da casa a mensa sì, panino da casa a mensa no. E nel dubbio, ma soprattutto in assenza di comunicazioni ufficiali dalla scuola, la corsa dei genitori – quasi fuori tempo massimo – per iscrivere i figli al servizio di refezione scolastica (in partenza lunedì 23), per evitare che i bambini potessero rimanere senza il pranzo, laddove il genitore non fosse riuscito a organizzarsi per farlo pranzare a casa.
Alla scuola elementare Galileo Galilei di Belvedere, un gruppo di mamme lamenta la mancata comunicazione da parte della scuola circa la decisione di interrompere la possibilità (fino allo scorso giugno) per i piccoli studenti di portare a mensa il pasto da casa. Ma ancor più che discutere la decisione, peraltro legittima da parte della scuola, poiché si tratta dell’applicazione della sentenza emanata lo scorso luglio dalla Cassazione, secondo cui “portare il pasto domestico potrebbe configurarsi come violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione, a seconda delle condizioni economiche delle famiglie, e del diritto alla salute per i rischi igienico-sanitari che il predetto pasto porta con sé” (in prima istanza, invece, il Consiglio di Stato si era espresso favorevolmente per il pasto da casa, ndr), le mamme contestano l’assoluta mancanza di comunicazioni o circolari in merito. Tante che – è il loro racconto – «la consapevolezza della questione è nata per un passa parola tra i genitori». Poi, ai primi di settembre, l’arrivo delle nuova dirigente Sarah Calzolaro, e la conferma dell’attuazione della sentenza che vieta ai genitori di consegnare il panino ai bambini a scuola, insieme alla proroga dei termini di iscrizione alla mensa, per consentire a quelli che ancora non lo avevano fatto (forse in attesa di comunicazioni ufficiali), di iscrivere i bimbi al servizio di refezione scolastica. Alcune decine i bambini coinvolti nella scuola, e per i quali la dirigenza ha comunque offerto un’alternativa, come spiegano dalla segreteria della primaria Galileo Galileo: ovvero la possibilità, per chi non voglia iscrivere il bambino a mensa, di venirlo a riprendere e portarlo a casa in pausa pranzo, per poi riaccompagnarlo a scuola per le ore del pomeriggio. Un’alternativa che, però, non tutti hanno potuto cogliere, perché particolarmente impegnativa dal punto di vista organizzativo.
Insomma, niente “panino” , ma – per le famiglie che lo desiderano – la possibilità di far mangiare il figlio a casa. Opzione che – ribadiscono ancora dalla segreteria – «va incontro alle famiglie meno abbienti, per cui la mensa è un costo che non possono sostenere». —
V.V.
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