Il presidio
«Fratello, padre, leader Addio, gigante buono»
In tanti hanno preso la parola alla fine della celebrazione per condividere il loro ricordo del dirigente sportivo
PISTOIA. Quando don Baronti, quasi a fine messa, ha chiesto a chi voleva rivolgere un pensiero per il “presidente” della Pistoia sportiva di avvicinarsi all'ambone, verso l'altare si è mossa un’intera squadra. Dirigenti compagni d'avventura, come Massimo Capecchi e Andrea Bonechi. Capitani come Fiorello Toppo e Andrea Daviddi, la cui signora ha letto uno struggente messaggio a nome dei due giocatori, piegati dall'emozione. Poi i tifosi, l'amica di famiglia rivoltasi con affetto alla figlia Elisa stretta agli adorati nipotini di Maltinti, Cosimo ed Allegra, e i giornalisti. Tutti uniti nel ricordo del “gigante buono” che lascia un grande vuoto.
Al culmine di un intenso ricordo, Bonechi l'ha definito "un eroe moderno in tempo di pace, ma di disgregazione sociale e di progressivo smarrimento delle relazioni interpersonali, quelle vere e pulsanti, quelle che non passano da un click, ma da uno sguardo».
Guardandosi negli occhi, «Roberto ha speso gran parte della sua vita proprio aggregando – ha aggiunto emozionatissimo Bonechi, collaboratore di Maltinti nell'era orange – inducendo all’entusiasmo di poter fare una cosa confidando che anche gli altri la avrebbero fatta con te. E così facendo, nello sport ha trascinato migliaia di persone a condividere emozioni, frutto del suo entusiasmo e del suo tenacissimo ottimismo».
Tra i presenti, tanti gli imprenditori coinvolti intorno ad un rettangolo di gioco da chi – per dirla con lo stesso Bonechi – ha unito dolcezza e generosità, «ad un'incredibile gestualità e una fisicità che mi è sempre sembrata un colpo di genio di nostro Signore».
Ci sono Vannino Vannucci, Maurizio Carrara e Antonio Caso. Ma ci sono anche gli avversari, come un commosso Maurizio Buscaglia, nemico di tante battaglie sulla panchina di Trento e oggi coach di Reggio Emilia.
Ma quasi tutti gli intervenuti si sono rivolti all’ex presidente chiamandolo semplicemente «Roberto»: il dirigente diventato fratello maggiore e babbo di quei due ragazzoni, così diversi e così uguali, come il capitano della “prima volta” e quello del ritorno in alto dei canestri pistoiesi: Andrea Daviddi, simbolo dell'Auditorium, e Fiorellone Toppo che ha riportato Pistoia in A1 nel 2013. Due icone per generazioni di baskettari.
Rotta dall'emozione la voce di Massimo Capecchi, presidente del Pistoia Basket, nel ricordo del compagno di avventura in via Fermi. Le telefonate alle 7 di mattina, le riunioni fiume. «Non c'era verso di arrivare prima di te- ha detto Capecchi – eri sempre il primo. Anche stavolta ce l'hai fatta... e non lo dovevi fare».
Aneddoti, tanti, quelli che ognuno può raccontare. Sicuramente Giulio Iozzelli, altro braccio destro di Maltinti per anni al Pistoia Basket, anche lui emozionatissimo. —
E.P.
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