Il Tirreno

Pistoia

DOPO L’INCIDENTE SULL’A11 

Il circo del “Jova Tour” in ansia per Robertone

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pistoia. Lo spettacolo deve andare avanti, come si dice. Ma il grande “circo” delle tappe toscane del “Jova Beach Tour” lavora in questi giorni, a Viareggio, per il concerto di sabato con il cuore in gola per le sorti di Roberto Archetti, 52 anni, addetto alla vigilanza del cantiere per l’azienda fiorentina “Seven”, rimasto vittima del terribile incidente di lunedì scorso, sulla Firenze-Mare tra Prato e Pistoia. Archetti è stato operato, ieri, ma le sue condizioni sono ancora gravissime e l’uomo - un fiorentino - è in coma fin dal momento dei soccorsi dopo l’incidente. “Robertone”, come lo chiamano tutti, ha un fisico forte e tutti gli amici ed i colleghi di lavorano confidano in questo. In Darsena a Viareggio, dove l’area del concerto è in allestimento proprio in questi giorni, Archetti si è fatto conoscere ed apprezzare per la sua capacità di interloquire con tutti. “Robertone” domenica scorsa aveva riaccompagnato la moglie, sposata nel 2016, a Firenze da Torre del Lago dove la donna aveva trascorso un periodo di ferie. Lunedì, dunque, era in autostrada per rientrare a Viareggio e riprendere il lavoro al cantiere del concerto. In autostrada, però, l’uomo ha avuto un problema con l’auto e si è fermato lungo la corsia di emergenza. «È un incidente che suona come una beffa», racconta al Tirreno Maurizio Rossi, titolare della “Seven”: «Roberto aveva le quattro frecce accese, il triangolo posizionato e aveva indossato il giubbotto catarifrangente», tutto come previsto dal Codice della strada. Quello che “Robertone” non poteva prevedere era il Tir che dopo aver strusciato con la motrice la fiancata dell’auto ferma sulla corsia di emergenza, ha agganciato l’uomo con il paraurti posteriore proprio per il giubbotto, trascinandolo in mezzo all’autostrada per diversi metri. —

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