Il Tirreno

Pistoia

quarrata 

«Stop alle discariche abusive, serve più collaborazione»

«Stop alle discariche abusive, serve più collaborazione»

Legambiente Quarrata invita i cittadini ad utilizzare maggiormente il Centro di raccolta Eco e Alia a predisporre container più capienti

2 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. L’abbandono selvaggio dei rifiuti a bordi delle strade, nei fossi e nei campi della pianura del Montalbano è ormai diventata un’emergenza ambientale che preoccupa gli stessi cittadini e le associazioni locali. Legambiente Quarrata, che negli ultimi tempi ha già alle spalle venti sopralluoghi effettuati e numerosi interventi per discariche abusive spuntate ovunque, rivolge un «appello di collaborazione da parte di tutti per superare questa emergenza».

«È importantissimo – spiega Daniele Manetti di Legambiente Quarrata – portare tutti i rifiuti al Centro Eco, chiaramente nella legalità. È indispensabile far crescere nei cittadini una nuova mentalità, se la legge lo permette, in clima di collaborazione e partecipazione con Alia e con il Comune di Quarrata. Occorre creare degli spazi maggiori al Centro Eco e predisporre container con scritte per indicare dove gettare le giuste tipologie di rifiuto. Attualmente i piccoli sportelli ed i piccoli contenitori - prosegue Manetti - sono saturi dopo pochissime ore. Inoltre occorre trovare una soluzione per portare i rifiuti ingombranti al Centro Eco anche con altri mezzi di trasporto oltre a quello personale».

Legambiente invita inoltre Alia a garantire sempre la presenza di personale nel Centro Eco. E allo stesso tempo i volontari di Legambiente Quarrata si offrono «per collaborare insieme agli operai di Alia e ai tecnici del Comune di Quarrata, alla bonifica di qualche discarica e a segnalare in tempo reale le discariche abusive, eliminando tutte le burocrazie e tutti i passaggi per la segnalazione ufficiale di questi rifiuti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera