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Dal relax alla cucina alla cura dei dolori: affari a gonfie vele per la cannabis light
Alessandro Palandri: «La diffidenza sta scomparendo Chi viene poi torna sempre per provare altri prodotti»
Pistoia. Sulla vetrina del negozio c’è un messaggio per i clienti. “Non è reato vendere prodotti derivati dalle coltivazioni di canapa industriale con i livelli di Thc sotto il limite dello 0,5%”. Una rassicurazione che Alessandro Palandri, trentaseienne pistoiese titolare di “CbWeed”, in corso Gramsci, ci tiene a far sapere dopo le polemiche innescate dalla sentenza della Cassazione che, lo scorso 30 maggio, definì reato la cessione, la vendita e la commercializzazione al pubblico dei prodotti a base di canapa, eccezion fatta per quelli privi di efficacia drogante.
«Una efficacia – sottolinea Palandri – che la letteratura scientifica e la tossicologia forense, da anni, individuano nella soglia dello 0,5%. E tutti i nostri prodotti sono sotto questa percentuale, per cui per noi non cambia niente».
Ci tiene a sottolinearlo, perché nell’ultimo periodo il polverone mediatico che si è alzato intorno alle attività commerciali come la sua hanno determinato «solo confusione e paura ingiustificata». Ma a spazzare via i timori ci ha poi pensato la sentenza dei giudici del Tribunale del riesame di Genova, che, alla fine di giugno, ha vietato il sequestro preventivo dei prodotti realizzati con cannabis light se prima non è dimostrato che il livello di Thc supera lo 0,5%.
L’attività di Alessandro Palandri nel mondo della canapa light è cominciata poco più di un anno fa, e gli affari vanno a gonfie vele. Prodotti di cosmetica naturale come creme e olii, prodotti alimentari (dalla pasta ai sughi al pesto di canapa) e prodotti terapeutici per intervenire su patologie come psoriasi, vitiligine e contratture. Sono solo alcuni di quelli derivati dalla canapa che è possibile acquistare nel suo “hemp shop”. Un luogo simile a un’erboristeria, dove le persone trovano rimedi per rilassarsi, allentare lo stress o tenere sotto controllo problematiche della muscolatura. Ma ad andare per la maggiore sono soprattutto i prodotti alimentari, con una grande richiesta per tisane, biscotti, pasta, miele, cioccolato, olio e birra realizzate con la canapa light. E proprio il settore alimentare è quello che si sta aprendo sempre più al tema, con una cucina di sperimentazione.
«I nostri clienti sono in maggioranza donne – spiega Palandri – che cercano prodotti cosmetici naturali o prodotti alimentari».
Eppure, c’è ancora chi non vede di buon occhio certi prodotti. «In Italia – spiega – gli aspetti terapeutici legati alla canapa light sono ancora poco conosciuti. Mancano quell’attenzione e quella sensibilità che in altri paesi, invece, sono molto più sviluppate. Ma le cose stanno cambiando. Chi entra qui per la prima volta, poi torna a provare altri prodotti e si fa consigliare, individuando quello più giusto per ciascuna esigenza». —
Valentina Vettori
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