Il presidio
Impianto venduto da un mese al colosso dei rifiuti Hera
Nelle casse di Pistoiambiente finiranno 45 milioni di euro La chiusura dell’attività sarà nel 2029 o al raggiungimento di 3 milioni di metri cubi
casalguidi. Dallo scorso 17 luglio, la discarica per rifiuti speciali di Fosso del Cassero, il più importante impianto di smaltimento rifiuti della provincia insieme all’inceneritore di Montale, non è più di proprietà di Pistoiambiente. La società che, dopo averla realizzata, dall’inizio degli anni Novanta la gestiva, l’ha ceduta infatti ad Herambiente spa, braccio operativo nel settore ambiente di Hera, il colosso emiliano pubblico del settore servizi.
A dire il vero, a passare di mano per un controvalore di 45 milioni di euro non è stata la discarica in quanto tale, ma la proprietà di una società nuova di zecca, la Pistoia Ambiente (due parole separate) nata il 24 giugno scorso, alla quale Pistoiambiente ha ceduto il ramo d’azienda della discarica.
Attiva, come detto, dai primi anni Novanta, la discarica sorge all’interno di un’area di circa trenta ettari. Il volume autorizzato al momento sfruttabile è di oltre tre milioni di metri cubi, con possibilità di accoglimento massimo giornaliero di un massimo di 420 tonnellate di rifiuti. L’anno previsto al momento per la chiusura dell’impianto è il 2029, dopo di che l’impianto andrà gestito per altri 30 anni in modo da tenere sotto controllo la situazione ambientale.
La discarica produce utili a getto continuo: dagli anni d’oro del 2014-2016, quando gli utili oscillarono dai 2,1 ai 3 milioni di euro, nel 2017 si è scesi a 846.791 euro e nel 2018 a 1,5 milioni di euro. Risultati che tengono conto del lungo stop seguito al devastante incendio scoppiato il 4 luglio 2016 all’interno dell’impianto.
Pistoiambiente ha quattro soci, tre dei quali si dividono il 90% del capitale. Si tratta della Vescovi Renzo spa di Lamporecchio, della Rosi Leopoldo spa di Pescia e della Cmsa di Montecatini. Ovvero il “Gotha” delle imprese edili pistoiesi. Il quarto socio è la Gse Gestione servizi ecologici dell’imprenditore pistoiese Nicola Orlandini.
Il colosso emiliano Hera, di fatto è la maggiore realtà nell’ambito del trattamento dei rifiuti sul territorio nazionale. Un circuito che conta circa 90 siti certificati per il trattamento dei rifiuti – tra discariche, inceneritori e impianti di recupero – in Emilia Romagna, Toscana, Triveneto e Molise. Un sistema che già oggi è in grado di trattare oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, tra urbani, speciali, pericolosi e non, provenienti sia dalla raccolta domestica che dalle attività industriali e produttive.
Ma la discarica del Cassero continuerà a portare ogni anno centinaia di migliaia di euro nelle casse del Comune di Serravalle. Le convenzioni in essere con il Comune restano infatti valide, compresa quella che garantisce una “royalty” pari al 7,5 per cento del fatturato annuo dell’impianto. —
M.D.
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