Il Tirreno

Pistoia

l’intervista 

«Abbiamo dei clienti toscani e li facciamo sentire a casa»

J. P.

2 MINUTI DI LETTURA





monaco di baviera. La Rustikeria è diventata anche un posto di ritrovo per gli italiani a Monaco.

«L’idea – risponde Massimo Chiti, il pistoiese di 41 anni che ha fatto scoprire la schiacciata ai tedeschi – è proprio quella: diventare un punto in cui si ritrovano gli italiani sapendo con certezza cosa possono mangiare: i sapori di casa. Sta funzionando, e abbiamo anche numerosi clienti toscani. Il locale a volte li fa incontrare, sono tantissimi, ci sono anche tanti pistoiesi che non conoscevo quando vivevo a Pistoia».

Cosa fanno gli italiani a Monaco?

«Sono soprattutto ingegneri e infermieri, ma ci sono anche medici e persone che fanno altre attività. Alcuni di loro ci hanno portato a fare catering “toscano” nelle aziende; forniamo vassoi di schiacciate ripiene e crostoni che sono un finger food amatissimo e nuovissimo per questa città».

Cosa raccontano quando vengono nel suo locale?

«Chiacchierano, parlano della loro nostalgia della Toscana che è soprattutto nostalgia per il mare. Ma la loro nostalgia si ferma qui, diversamente da tanti altri italiani che vengono in Germania per necessità, a volte per disperazione, gran parte dei toscani si trasferiscono qui perché hanno un’opportunità di miglioramento nel lavoro. Comunque, l’obiettivo del mio locale è proprio quello di far sentire tutti a casa, i toscani ma anche gli altri. Per i tedeschi è come una breve vacanza in Toscana, magari quella che sognano tutto l’anno».

Insomma: quattro mura toscane nel centro di Monaco di Baviera.

«Esattamente, ed è una grande soddisfazione. Tempo fa una cliente al momento di pagare ci ha ringraziato con le lacrime agli occhi, dicendo “mi avete fatto sentire a casa, non era mai successo qui”. La nostra attività vuole essere una proposta sincera di prodotti “veri” che coccolano il palato ma anche le emozioni».

Come racconterebbe in Toscana la formula della Rustikeria?

«Non è facile. Ogni volta che torno a Pistoia mi trovo in difficoltà a raccontare cosa ho creato qui. Non siamo un ristorante, non siamo un bistrot, forse la definizione migliore è “una bottega dove alla sera si può mangiare”. Oltre ai clienti che serviamo al tavolo ne abbiamo anche tanti che vengono a comprare un pezzo di schiacciata o due etti di prosciutto».

Ora, dopo il successo della Rustikeria, ha altri progetti?

«Il primo progetto è familiare, a gennaio nascerà il nostro primo figlio, che avrà quasi certamente un nome toscano. E poi, dal punto di vista lavorativo, c’è un sogno: un locale che serva bistecche come si fanno in Toscana. “Ciccia” buona, quella vera, che richiede tagli particolari di carne. Qui non c’è nulla del genere, e mi manca». –

J. P.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera