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Allarme per l’acqua rossa comparsa nel torrente Stella

Fabio Calamati
Allarme per l’acqua rossa comparsa nel torrente Stella

Intervento dei tecnici dell’Arpat a Bargi: all’origine, una sostanza a base di ferro che è stata utilizzata da un vivaista della zona per irrigare le proprie piantagioni

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PISTOIA. Vigilia di Ferragosto impegnativa per i tecnici dell’Arpat, l’azienda regionale di controllo dell’ambiente. Intorno alle 11,30 di mercoledì 14 sono stati chiamati da diversi cittadini preoccupati perché le acque del torrente Stella, in località Bargi, erano improvvisamente diventate rosse.

Un problema – si scoprirà poi – causato da un fertilizzante a base di ferro, il “Sequestrene”, utilizzato da un’azienda della zona. L’Arpat non riferisce di problemi ambientali causati dallo sversamento né tanto meno di provvedimenti di qualunque tipo a carico dei responsabili.

Ieri mattina l’Arpat regionale ha emesso un comunicato in cui si descrive punto per punto l’intervento. A partire dalla circostanza che “durante il sopralluogo non sono stati riscontrati segni di sofferenza della fauna ittica presente”.

I tecnici, risalendo il corso d'acqua, “hanno individuato la fossa campestre dalla quale proveniva la colorazione, che interessava per oltre un chilometro il corso d'acqua, e infine l'origine dello sversamento in una fossetta che fuoriusciva da un vivaio della zona”.

La nota dell’Arpat prosegue sottolineando che “l'impianto non era presidiato, si sono quindi attivate le ricerche per risalire ai proprietari che sono stati contattati nel primo pomeriggio. È stato, quindi, appurato che la colorazione derivava dalla normale percolazione dell’innaffiatura della vasetteria che dall'impianto di vivaio ruscella nel fosso. Il color ruggine deriva dal prodotto che viene somministrato alle piante assieme all'acqua di irrigazione: si tratta di un fertilizzante, il Sequestrene, a base di ferro chelato”.

Fin qui la nota dell’Arpat, che quindi - questa volta – suona abbastanza tranquillizzante. A parte l’improvviso cambio di colore del torrente Stella, non sembra ci siano altri problemi ambientali causati da questo episodio.

Nulla di paragonabile, quindi, con l’allarme inquinamento che da cinque mesi continua ad essere mantenuto nella zona del torrente Stella, ma diversi chilometri più a valle di Bargi. Qui, al confine tra i Comuni di Pistoia e di Serravalle, l’Arpat e i tecnici dell’Asl, hanno rilevato in alcuni pozzi la permanenza di un inquinamento da cloruro di vinile e dicloroetilene. Una presenza nella falda idrica della zona che risalirebbe a diversi anni fa.

Dal 27 febbraio, comunque, ai proprietari e utilizzatori dei pozzi presenti nella zona indicata è vietato l'uso dell'acqua per uso umano (per bere, preparare cibi, lavarsi, lavare stoviglie, panni comprese le pulizie domestiche – come lavare pavimenti, vetri ecc.) finché non si sarà verificata l'assenza di cloruro di vinile e dicloroetilene. L’Asl Toscana Centro ha inviato una nota al Comune di Pistoia, nella quale raccomanda di informare i residenti nell'area di non utilizzare, ad oggi, l'acqua di falda nemmeno per dissetare animali o irrigare le coltivazioni. —

Fabio Calamati



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