Il presidio
Rischio idraulico, i Comuni lavorano a una nuova mappa
Pistoia e gli altri 4 Comuni della piana hanno ottenuto un finanziamento regionale per uno studio che superi il Pai attualmente in vigore
PISTOIA. I Comuni di Pistoia, Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle hanno unito le forze per commissionare un nuovo studio sulla pericolosità idraulica della piana. Il progetto è stato presentato in Regione, dove era aperto un bando per attribuire finanziamenti, e ha scalato la graduatoria, piazzandosi al primo posto. Un risultato che consentirà ai Comuni (coordinati dal capoluogo) di ottenere un finanziamento di circa centomila euro, pari grosso modo alla metà del costo complessivo del progetto. Il resto ce lo metteranno i singoli Comuni, con proporzioni ancora da definire.
Ma a che serve il nuovo studio? «In sostanza – spiega l’assessore ai lavori pubblici di Pistoia Alessio Bartolomei – vogliamo proporre all’Autorità di ambito del fiume Arno una revisione del precedente studio, quello su cui si basa la cartografia del Pai, il Piano assetto idrogeologico, attualmente in vigore. Uno studio, quest’ultimo, basato su un modello matematico poco aderente alla realtà del nostro territorio. Faccio un esempio: prendendo a riferimento la via Fiorentina, i terreni che si trovano tra questa e l’Ombrone hanno un battente idraulico previsto di 1,7 metri (semplificando molto, è l’altezza attesa delle alluvioni più gravi, ndr), per cui occorre costruire tenendo conto di queste altezze. Dall’altra parte, invece, il battente è zero, come se non ci fosse alcun rischio. Più verosimilmente, i vincoli saranno da entrambe le parti, magari non di 1,7 metri ma più bassi».
In effetti la molto maggiore severità dell’attuale Pai (in vigore dal 2012) emerse fin dall’inizio: l’attuale piano vincola 38 chilometri quadrati invece dei 26,7 del precedente piano, rendendo assai più complessi nuovi insediamenti (quanto meno subordinandoli alla realizzazione di casse di espansione).
Ora i Comuni pistoiesi provano a rimetterci le mani, per giungere ad una fotografia più realistica del territorio e proporla all’Autorità d’ambito.
Presto dovrebbe partire il bando per individuare il professionista che si occuperà del nuovo studio. —
F.C.
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