Il presidio
Una targa per ricordare “Rocco”, lo sciatore innamorato della Riva
abetone. «Giancarlo era un giocherellone e per tutti aveva pronto uno scherzo. Poi lo sport era la sua passione. Lo faceva stare bene». A descrivere Giancarlo Biondi, scomparso l’altro ieri a 70 anni per un infarto che lo ha colpito a casa sua, è la stessa moglie, Maria Donata. Giancarlo che in realtà tutti chiamavano “Rocco”.
Una vita passata come dipendente Copit, prima come fattorino e poi in agenzia, amava lo sport sopra ogni altra cosa. E soprattutto lo sci. In particolare era affezionato a una pista dell’Abetone, la Riva. Spesso all’ombra, è un tracciato poco frequentato rispetto ad altre.
«È per questa ragione che mio marito – continua Maria Donata – aveva scelto quella pista e non altre. Lui amava sciare da solo e mettersi alla prova. Poi quando tornava una doccia e diceva: ora si che sto bene! ».
E alla fine di quella sua amata pista, gli amici stanno pensando di collocare un ricordo. «Stiamo pensando – spiega Andrea Formento, direttore dell’impianto - di dedicare all’amico Rocco un ricordo da mettere all’arrivo della pista. Forse sarà una targa. Lui era legato in una forma particolare a questa pista e cercava di fare sempre nuovi record». Il funerale di Giancarlo Biondi si svolgerà stamani alle 10 nella chiesa di Pianosinatico. –
Carlo Bardini
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