Il presidio
L’incuria regna nei cimiteri comunali e il taglio dell’erba non è sufficiente
Da quello principale ai piccoli camposanti delle frazioni, c’è una scarsa cura intorno a tombe e cappelle funerarie
PISTOIA. Il secondo taglio estivo dell’erba nei cimiteri comunali si è concluso con lo scorso weekend, dopo il primo avvenuto a fine giugno. Solo che a Pistoia, tra la città, la piana e le zone collinari, ci sono 48 camposanti e non deve essere facile averne un quadro complessivo, figuriamoci quando si tratta di gestirli e mantenerli perlomeno decorosi. Il fatto è che il destino dei cari defunti sta particolarmente a cuore, e non c’è da biasimare alcuno. Per questo da sempre fioccano le segnalazioni sulla condizione di questi spazi, che di frequente patiscono sotto il peso dell’incuria.
Il lavoro degli operai con frullino e decespugliatore ha tolto evidentemente il grosso nelle aree comuni e di passaggio, ovvero ciò che appariva più vistoso. Ma non ha tolto tutto. La situazione peggiore è quella intorno alle tombe, dove ciuffi d’erba crescono senza intralci. Sono però un intralcio per le persone che vanno a visitare i parenti lì seppelliti.
Ci si imbatte anche nello sfalcio non rimosso e lasciato sul selciato. È la fotografia che ci restituiscono il cimitero Principale e l’adiacente della Vergine su via dei Campi Santi, il più grande spazio per le sepolture su 38. 736 metri quadrati. L’ingresso principale della Vergine è tra l’altro nascosto da impalcature. Ce ne sono alcune anche all’interno, tra le arcate. In più punti le strutture appaiono con muri scrostati e intonaco sparito, scalini e mattonelle sbreccate, pavimentazione sconnessa e in alcune parti rialzata.
Simile lo stato di salute del camposanto su via Bonellina. Niente di drammatico, ma è ciò che si vede. Una signora carica il secchiello d’acqua per annaffiare i fiori sulla tomba del familiare. Deve scansare una scala arrugginita distesa sulla ghiaia e alcuni attrezzi da lavoro messi dove capitava.
Al cimitero Principale alcune fettuccine e transenne sbarrano il passo in qualche punto, non è chiarissimo il motivo. Un anziano che si ripara dal sole racconta che in più di una occasione si è rivolto agli addetti perché ripulissero con maggiore cura i pochi metri intorno al luogo di sepoltura del suo caro estinto. Una richiesta avanzata con costanza, e non come favore da farsi in modo volontario. Chi decide di pensare per sé, ripulisce con le proprie mani. È successo per esempio a Orsigna, frazione montana di Pistoia, dove gli abitanti si sono dati da fare. C’è un piccolo cimitero pure là.
Come c’è un cimitero a Sarripoli, zona nord ovest del territorio. Qualche giorno fa era tra quelli messi peggio: i frequentatori l’hanno visto e segnalato. Anche qui il passaggio dell’azienda incaricata si deve ammettere che c’è stato. Ma dei mali restano, come (ancora) l’erbaccia che si alza intorno alle tombe, i vetri che mancano alle finestre delle parti coperte. Oppure come la cappellina al centro del terreno, la porta è socchiusa. Basta aprirla: calcinacci, detriti, pareti rovinate. È ciò che tollerano appena quattro cimiteri su 48. –
Luca Signorini
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