Il Tirreno

Pistoia

vertice a firenze 

«Ok all’area disagiata» Si apre uno spiraglio per il pronto soccorso

Samuele Bartolini

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FIRENZE. «Siamo alla svolta. Abbiamo vinto!», esulta il sindaco di Abetone Cutigliano Diego Petrucci (Fdi). «Ce l'abbiamo fatta. Ma un passo alla volta», aggiunge in maniera più compassata il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo (Pd). «Era quello che chiedevamo da tempo», commenta la portavoce del comitato “Vogliamo il pronto soccorso” Eva Giuliani (nella foto, una manifestazione). Insomma, tutti contenti. In effetti la novità sul futuro dell'ospedale di San Marcello è notevole. Ieri, in un incontro a Palazzo Strozzi Sacrati, la Regione ha detto sì alle richieste dei sindaci. O meglio. Ora, su proposta di Diego Petrucci, non c'è solo la tempistica per la realizzazione del progetto regionale sul potenziamento della sanità in montagna, ma comincia pure il percorso per il riconoscimento di “area disagiata” alla Montagna pistoiese, passaggio obbligato per pretendere poi un vero pronto soccorso in loco. È l'assessora alla sanità Stefania Saccardi a sottoscrivere la proposta: «Il direttore della Asl Toscana Centro, Paolo Morello, mi conferma che i criteri per arrivare al riconoscimento di area disagiata si possono trovare». È quello che chiedeva la petizione da 8.145 firme e il migliaio di cittadini scesi il 13 aprile per le strade.

Prima però vanno realizzati i punti del progetto regionale. Vediamoli.

Raddoppio delle visite di reumatologia, endocrinologia, esami ecodoppler vascolari, centrali e periferici (da settembre 2019). Diventa operativo un day service oncologico per le terapie antitumorali in loco ed evitare di andare a valle (novembre 2019). La Asl risistema la sala di endoscopia digestiva (marzo 2020). Potenziamento dell'attività chirurgica: con un intervento da 100mila euro vengono attivate le sedute di chirurgia ambulatoriale non complessa così da fare tre volte a settimana gli interventi con la presenza del chirurgo h12 (aprile 2020). Punto di primo intervento avanzato: passano da 6 a 12 i medici in servizio così da garantire la presenza di un medico h24 (entrano gradualmente dopo l'assunzione e la formazione dei medici). Arriva un responsabile del Punto di primo intervento (agosto 2019). Sostituzione della Tac vecchia con una nuova di ultima generazione (aprile 2020). Potenziamento delle attività assistenziali domiciliari entro 2019 così da avere la copertura del servizio h24. Cure palliative: arrivano due posti letto e personale infermieristico e assistenziale (ottobre 2019). Sui tempi di realizzazione vigila una commissione composta da sindaci e dall'assessora Saccardi. —

Samuele Bartolini

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