Il presidio
Con la moto finisce contro un muro: muore a 30 anni
La vittima viveva a Gello. Nel 2014 il padre era deceduto dopo essere rimasto schiacciato dal trattore
PISTOIA. In sella alla sua moto ha disceso lo svincolo della tangenziale che porta a Gello, un percorso fatto e rifatto chissà quante volte. Erano le 17,50 circa. Ma in fondo alla discesa qualcosa deve essere andato storto. Nicolò Nerozzi, 30 anni compiuti il 7 giugno scorso, non si è fermato allo stop, ha tagliato l’incrocio con via Vecchia Montanina e si è schiantato sul muro dalla parte opposta della carreggiata. Un impatto tremendo, che ha lasciato il giovane motociclista esanime a terra, la moto semidistrutta.
Un impatto terribile. Nicolò era ancora vivo quando è stato soccorso, attorno alle 18, poco dopo l’incidente, da un equipaggio della Croce Verde di Pistoia. Ma durante il disperato viaggio verso l’ospedale di Careggi ha avuto un primo arresto cardiaco, che è riuscito a superare. Non così il secondo, quando il ferito era già arrivato all’ospedale fiorentino, dove una équipe specializzata era già pronta ad operarlo. Ma dal secondo arresto cardiaco, come detto, Nicolò Nerozzi non è riuscito a riprendersi. Troppo gravi le lesioni provocate al suo fisico dal terribile impatto contro il muro di via Vecchia Montanina. I medici di Careggi hanno sperato fino all’ultimo di poterlo salvare, ma alla fine hanno dovuto arrendersi. Il giovane è morto durante la notte.
La dinamica dell’incidente è all’esame della polizia municipale, intervenuta sul posto. In quel momento sulla strada pare non ci fossero testimoni in grado di raccontare cosa esattamente sia successo. I primi elementi raccolti fanno comunque pensare che il motociclista stesse percorrendo la circonvallazione cittadina in direzione nord, quando è uscito imboccando la rampa che, in discesa, incrocia via Vecchia Montanina, conducendo a destra al ponte sull’Ombrone, a sinistra alla rotonda e quindi all’abitato di Gello. Giunto in fondo alla rampa, la moto non pare essersi fermata né aver rallentato, visto che ha attraversato l’intera carreggiata e si è schiantato sul lungo muro che delimita la strada. Forse un malore, forse un guasto alla moto: le risposte verranno, probabilmente, solo oggi.
Nicolò Nerozzi viveva insieme alla madre e alla compagna a Gello. In tanti hanno ricordato la tragica fine del padre di Nicolò, tra l’aprile e il maggio del 2014: Stefano Nerozzi, 60 anni, bancario in pensione, era finito schiacciato dal trattore che stava conducendo nel suo podere, in via della Lisca. Era il 17 aprile. L’uomo fu subito soccorso e trasportato in gravi condizioni con l’elicottero all’ospedale di Careggi. E dopo due settimane di lotta contro la morte, il 2 maggio, si dovette arrendere.
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