Il Tirreno

Pistoia

dramma al san jacopo 

Sanitari indagati per la morta al pronto soccorso

Pasquale Petrella
Sanitari indagati per la morta al pronto soccorso

Non è più contro ignoti il fascicolo aperto dalla procura: avvisi di garanzia in vista dell’autopsia fissata per domani

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PISTOIA. Il sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia, Leonardo De Gaudio, ha iscritto più di un sanitario sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo per la morte della settantaquattrenne Joann Zinkand, avvenuta nel pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia nelle notte fra venerdì e sabato scorsi. Una iscrizione con contestuale invio di un avviso di garanzia e l’invito a nominare un proprio perito di fiducia che possa presenziare all’autopsia che il sostituto De Gaudio affiderà domani alla dottoressa Luciana Sonnellini di Lucca. Le domande alle quali il perito della procura dovrà sostanzialmente rispondere sono legate alle cause che hanno provocato il decesso della statunitense che viveva in Italia da oltre cinquant’anni, e se quelle cause potevano e dovevano essere individuate e contrastate prima che producessero l’effetto letale, da parte di quei sanitari che durante le oltre sei ore in cui la donna è rimasta al pronto soccorso, l’hanno visitata e tenuta sotto controllo senza però intervenire con efficacia.

Secondo la ricostruzione fornita dall’Azienda Sanitaria di quanto accaduto, la donna sarebbe giunta al pronto soccorso poco dopo le 22 di venerdì sera. Alla donna era stato attribuito un codice 3 (urgenza differibile) «perché presentava una sintomatologia acuta che la paziente riferiva di avere da due giorni - si legge nella nota dell’Asl - Al momento dell’accettazione era in buone condizioni generali e si muoveva autonomamente e solo alla successiva rivalutazione dei parametri vitali e alla somministrazione delle terapie veniva invitata a sdraiarsi in barella e monitorata dal personale. Gli esami svolti confermavano il quadro clinico acuto iniziale e le condizioni cliniche generali non apparivano critiche. Nelle ore successive la situazione clinica si evolve in uno stato di coma. Il medico rianimatore è intervenuto tempestivamente in pronto soccorso, ha confermato la gravità del quadro clinico, accompagnando la paziente ad eseguire un’indagine diagnostica radiologica ma intorno alle ore 4,35 la paziente subisce un arresto cardio respiratorio che, nonostante i 45 minuti di manovre respiratorie, la portavano al decesso».

Una ricostruzione che quindi da una parte conferma che la donna è arrivata al pronto soccorso poco dopo le 22 e che ha ricevuto vari controlli senza che però nessuno dei sanitari che l’hanno visitata si siano accorti del reale stato di gravità. Resta il dubbio da sciogliere quindi se l’infausta patologia poteva e doveva essere diagnosticata fin da subito. —

Pasquale Petrella

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