Meteo
All’Alveare di Sant’Agostino mercoledì spesa a km zero
Funziona da due mesi il nodo pistoiese della rete per acquisti di cibo a filiera corta Si ordina via web e si ritira al bar Valiani. «Così aiutiamo i piccoli produttori locali»
PISTOIA. In Europa è un circuito di spesa a filiera corta, sostenibile e gestibile da casa propria con un clic, già molto conosciuto. Per questo Letizia Cintelli si è stupita ma nemmeno più di tanto quando all'ultima consegna dei prodotti de “L'Alveare che dice sì”, che lei coordina a Pistoia da due mesi, si è presentato un turista danese. Che in vacanza con la famiglia in zona, si è recato al Caffè Valiani di Sant'Agostino, che ospita le consegne ogni mercoledì pomeriggio, comprando il pane, la base della pizza, la verdura e i formaggi dai fornitori locali che hanno aderito all'”Alveare” pistoiese.
«“L'Alveare è un progetto europeo – spiega Letizia Cintelli – il turista danese lo conosceva: mi ha detto che in ogni suo viaggio, lui contatta l'Alveare di zona e fa la spesa lì. Gustando così ovunque prodotti del territorio. Il progetto de “L’Alveare che dice sì” è basato proprio su questo: sull'attenzione alla filiera corta, sui prodotti a km 0, aiutando le aziende familiari, favorendo il rapporto diretto tra fornitori e clienti».
In più oltre alla spesa di prodotti tipici che aiuta l'economia di prossimità, c'è la comodità di fare gli ordini da casa propria o dal proprio telefonino. Visto che ognuno ordina sul sito quello che offre la vetrina virtuale del proprio “Alveare”, sbirciando le novità della rete creata dai social, salvo poi toccare con mano e conoscere di persona i produttori nel momento della consegna della spesa.
«L'obiettivo è incrementare la filiera corta senza avere tappe intermedie – dice la coordinatrice pistoiese – così i costi si abbassano. Inoltre ordinando ognuno la sua quantità, non ci sono scarti. Questo agevola i piccoli produttori e i consumatori che possono mangiare prodotti più buoni a un prezzo più abbordabile. La riduzione quasi totale di sprechi è quello che piace di più al produttore».
A Pistoia l'Alveare della genuinità ha iniziato a strutturarsi a fine maggio e in due mesi sono una quindicina i fornitori del territorio che vi hanno aderito, proponendo i propri prodotti. Verdura, frutta rigorosamente di stagione, formaggi, yogurt, marmellate, miele ma anche carne, uova, birra artigianale, pane e i dolci. All'Alveare si può fare una spesa completa. «Per il momento abbiamo solo prodotti alimentari – continua Letizia Cintelli – ma la speranza è aprirsi anche al mondo dell'artigianato come fanno altri Alveari. Anche in Italia questo modello sta prendendo sempre più corpo: a Firenze sono sei».
L'ospitalità di un locale frequentato come il Caffè Valiani ha consentito al progetto coordinato da questa grintosa giovane mamma di avere uno spazio accogliente per il momento più importante: quello delle consegne, dove gli ordini virtuali diventano uno scambio reale non solo di beni ma anche di conoscenze, informazioni per diffondere l'educazione al consumo critico e sostenibile. «Da quando sono mamma sono ancora più attenta a quello che mangio – dice la responsabile – non è facile reperire prodotti sani e in questo modo riesco a fare una spesa a base di prodotti di cui conosco l'origine». L'Alveare continuerà le consegne per tutta l'estate ma a settembre è già in programma un Alveritivo, con degustazione dei prodotti per far conoscere ancora di più le “api” operose della filiera del gusto pistoiese. —
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
