Doppio incidente senza patente e ubriaco alla guida: 3 anni e 4 mesi
Pistoia, condannato il 54enne che dopo aver travolto un uomo si dette alla fuga schiantandosi poi contro un’altra auto
PISTOIA. Lesioni gravi aggravate dalla guida in stato di ebbrezza e senza avere la patente. E omissione di soccorso per essersi allontanato dal luogo del primo incidente lasciando sull’asfalto un uomo con una gamba spezzata in più punti. È per questi reati che nel primo pomeriggio di martedì 23 il giudice monocratico del tribunale di Pistoia ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione Romano Stepich, il 54enne pistoiese di origini sinti che, la sera del 23 ottobre scorso, aveva prima travolto un pedone ad Arco di Serravalle per poi proseguire la sua corsa fino in fondo alla discesa della Provinciale Lucchese e tamponare un’altra utilitaria, andando a schiantarsi nel fosso adiacente alla strada contro i pali di un segnale stradale. Con un tasso di alcol nel sangue di 3,59 grammi per litro.. Difeso dall’avvocato Fausto Malucchi, Stepich, per quei fatti, si trova ancora agli arresti domiciliari. Il processo davanti al giudice Raffaella Amoresano è stato celebrato con il rito abbreviato: l’imputato ha potuto così usufruire dello sconto di un terzo sulla pena base. Il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni e mezzo.
La sera del doppio incidente, Stepich, nonostante fosse già alticcio e pur non avendo la patente (ritirata per guida in stato di ebrezza), aveva preso la Toyota Yaris della figlia per andare a bere ancora in un bar di Arco di Serravalle. Nella piazzola a fianco del locale, nel momento in cui era ripartito, aveva travolto un 67enne pistoiese (gravi le sue ferite, con oltre 40 giorni di prognosi) che si apprestava a cambiare una gomma alla propria auto. Per poi immettersi sulla Lucchese verso Pistoia senza neppure guardare chi stava arrivando, e, zigzagando da una corsia all’altra, arrivare fino in fondo alla discesa e tamponare un’altra utilitaria, andando a schiantarsi nel fosso adiacente alla strada contro i pali di un segnale stradale. La donna al volante della Daewoo Matiz tamponata aveva avuto una prognosi di 6 giorni.
Nella sua arringa difensiva, l’avvocato Malucchi ha contestato il fatto che, a causa del tasso di alcol nel sangue (sufficiente a mandare in coma o addirittura uccidere), Stepich potesse rendersi conto di aver schiacciato, al buio, le gambe del primo ferito, che non indossava il gilet catarifrangente: per questo aveva chiesto l’assoluzione dal reato di omissione di soccorso, per carenza dell’elemento soggettivo. Tesi non accolta invece dal giudice. Che però ha accolto altre richieste: considerare il reato contestato della guida in stato di ebrezza come un’aggravante di quello di lesioni; escludere l’aggravante del numero di feriti superiore a uno (per ogni incidente c’è stato infatti un solo ferito); escludere la recidiva, in quanto non contestabile per un reato colposo; assolvere l’imputato per le lesioni alla donna ferita, che non aveva sporto querela.
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