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Tempestata di buche la Sp Mamianese «Un pericolo costante»
Il tratto più malridotto è quello fra Prunetta e Momigno Betti (Lega): «Ho fatto un esposto ma niente è cambiato»
Prunetta. Non sono buche. Sono crateri, ed evitarli è praticamente un’acrobazia, se non addirittura impossibile. Si parla della Strada Provinciale 633, la Mammianese che, nel tratto fra Prunetta e Momigno è ridotta un colabrodo. Con anche i segnali stradli nascosti dalla vegetazione.
“Sp 633, ne vogliamo parlare? “ scrive in un post su Facebook Franco Betti, esponente della Lega Nord Montagna pistoiese. “Strada ormai ridotta peggio di una mulattiera” aggiunge
«Devo essere sincero – ci racconta poi direttamente In questi giorni è stata collocata della segnaletica sulla carreggiata in alcuni tratti messi peggio. Ciò dà l’idea che probabilmente l’ente provinciale ha intenzione di rifare almeno una parte del manto stradale. Ma siamo già alla metà di luglio e ancora non si è visto nessuno».
E intanto la 633 continua ad essere pericolosa.
«Se un automobilista volesse evitare le buche sarebbe costretto ad andare nell’altra parte della carreggiata – spiega Betti – Quindi la strada è pericolosa per chi viaggia in macchina ma soprattutto per chi va in moto e in bici, anche se questi ultimi ormai hanno rinunciato a passare di lì. Vorrei anche ricordare che il mio partito fece circa un anno fa un esposto per questa situazione ma ormai siamo a luglio del 2019 e non si sono ancora visti cambiamenti di sorta».
Il tratto messo peggio è tra Prunetta e Margine di Momigno, e se uno volesse documentare lo stato del manto stradale attraverso le foto avrebbe l’imbarazzo della scelta. Non solo buche ma anche mancanza di decoro aggiunge Emanuela Checcucci, cosigliera comunale a Pistoia ma originaria di Marliana: le si stringe il cuore a vedere il degrado in cui versa gran parte della strada.
«In passato era la mia passeggiata – spiega – ma anche la passeggiata pomeridiana di coloro che andavano a fare le cure termali a Montecatini. Era curata dall’ente pubblico e, grazie agli stessi abitanti, veniva resa accogliente, decorosa e piacevole. Una strada percorsa, curva dopo curva, a piedi, in bicicletta, in moto, per piacere, per lavoro. È vero che sono cambiati i tempi e modificate le esigenze degli abitanti, ma ciò non giustifica che una strada provinciale, oggi, debba versare in queste condizioni di totale abbandono, incuria. E in alcuni tratti con cedimento del terreno, mettendo a repentaglio la sicurezza dei ciclisti e degli automobilisti. La montagna e i suoi abitanti non meritano di essere trattati così, anzi necessitano di un occhio di riguardo».
Proseguendo verso Momigno si trovano malumori anche nella frazione La Villa, per le condizioni della Provinciale 17. Ormai nessuno fa le polizie delle zanelle – spiega Deborah Martini – e la vegetazione rende insicura la viabilità. Inoltre in alcuni tratti anche il manto stradale lascia a desiderare».
Le fa eco Cinzia Breschi: «Negli ultimi 3-4 anni – lamenta – siamo davvero abbandonati e l’incuria ha preso il sopravvento». —
Carlo Bardini
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