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Pistoia

sanità 

All’ospedale San Jacopo di Pistoia è arrivata la chirurgia 3D

Un momento di uno degli interventi chirurgici eseguiti all’ospedale San Jacopo: si vede tutta l’equipe al lavoro.
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Un momento di uno degli interventi chirurgici eseguiti all’ospedale San Jacopo: si vede tutta l’equipe al lavoro.

Dopo cinque anni di lavori primi interventi in laparascopia tridimensionale. Pazienti, due donne che grazie alla nuova tecnologia sono state dimesse il giorno dopo

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Pistoia. Per la prima volta, lunedì 22 luglio, all’ospedale San Jacopo di Pistoia sono stati realizzati due interventi per patologie ovariche con chirurgia laparoscopica in tecnologia 3D. E altri tre sono già programmati a giorni. Rispetto alla bidimensionale, la tecnologia 3D consente al chirurgo di muoversi più rapidamente e con più precisione, permettendogli una migliore percezione della profondità degli organi e dei rapporti tra di loro. All’interno dell’Asl Toscana centro, oltre al San Jacopo, questa tecnologia è utilizzata anche all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

A Pistoia, il secondo intervento di lunedì, anch’esso pienamente riuscito come il primo, ha avuto una durata complessiva di circa 30 minuti, un tempo ridotto rispetto a quello di un intervento classico. Per le pazienti i vantaggi sono notevoli: ridotta invasività, garanzia di precisione e rapido recupero post operatorio. Entrambe le pazienti operate saranno dimesse già nella giornata successiva.

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«È per noi un bellissimo momento, un punto di arrivo del lavoro di questi cinque anni, ma soprattutto un punto di partenza per il futuro – ha commentato Pasquale Florio, direttore dell’area di ostetricia e ginecologia dell’azienda sanitaria, che ieri mattina ha condotto entrambi gli interventi chirurgici al San Jacopo (il primo con il collega Giacomo Bruscoli). Durante il secondo intervento, insieme a Florio erano presenti l’assistente Luca Mannini, l’anestesista Simona Bernardi, l’infermiera di sala Maria De Luca, l’infermiera anestesista Elisabetta Barbieri e la strumentista Laura Boscardin.

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La tecnologia 4K (con definizione quattro volte superiore al full HD) che è interna alla nuova colonna laparoscopica tridimensionale, ha offerto al chirurgo immagini in una risoluzione tale da consentigli di visionare al meglio tutta la circolazione linfonodale. La nuova strumentazione è stata collocata nella sala chirurgica programmata ieri per gli interventi di ginecologia, una sala multimediale che è già altamente informatizzata con schermi e telecamere ambientali che consentono video conferenze in videostreamig e videorouting per operare insieme ad altri medici nel mondo.

La nuova colonna laparoscopica tridimensionale è naturalmente a disposizione al San Jacopo per tutte le specialistiche chirurgiche.

Per quanto riguarda la ginecologia, si stima che con questa tecnologia saranno effettuati tra i sei e gli otto interventi a settimana. La tecnologia 3D in laparoscopia è particolarmente apprezzata negli interventi di endometriosi profonda – per la maggiore efficacia e la possibilità di rispettare le strutture sane – e di oncologia ginecologica, come nel caso del tumore dell’utero e del collo dell’utero. Infatti, la tecnologia a disposizione a Pistoia per questo tipo di interventi, offre anche la possibilità di utilizzo della metodica del verde indocianina, un colorante speciale che attraverso iniezioni nei tessuti permette di individuare le stazioni linfonodali “sentinella” in maniera molto precisa, anche in questo caso garantendo la massima efficacia in termini di asportazione della malattia neoplastica, con il minimo impatto clinico possibile sulla salute della donna.

L’esperienza di ieri al San Jacopo è un esempio di “medicina di precisione”, cioè quel tipo di approccio al paziente che ne personalizza il percorso ed il trattamento, e che ha ricevuto un nuovo contributo grazie alla tecnologia 3D. —


 

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