Pistoia Compost mostra le carte «Posti di lavoro e niente puzzo»
Parla l’amministratore della società del futuro impianto di Tana Termini «Lavoreremo meglio se potremo contare sul supporto della cittadinanza»
Piteglio. Sono stimate in poco meno di dieci le persone che la Pistoia Compost dovrà assumere quando il nuovo impianto di compostaggio di Tana Termini prenderà vita, cioè tra circa un anno. Personale che la società vorrebbe prendere dalla montagna pistoiese e che è classificato al momento con il termine generico di “tecnico di base”. Gran parte del processo produttivo non sarà più manuale come in passato e quindi il personale dovrà saper maneggiare con disinvoltura la strumentazione elettronica.
Lo conferma Alessandro Ermini, amministratore della società Pistoia Compost che ha sede a Milano. Nel suo capitale sociale il 50% fa capo alla società Green Project, l'altra metà ad un socio privato. Ermini, assieme ai suoi tecnici, aveva già fatto riferimento alle prospettive occupazionali legate al nuovo impianto mercoledì scorso, durante l'assemblea che è stata organizzata a Popiglio.
«Sicuramente – spiega l'amministratore unico – avremmo bisogno di nuovo personale per la conduzione dell'impianto. La nostra intenzione, a parte qualche figura specifica, sarà quella di attingere personale della zona, non di portarlo da fuori e da una prima analisi pensiamo che siano otto le figure che serviranno. Non importa che siano figure altamente specializzate, li potremmo definire adatte a svolgere compiti di tecnica di base. Solo una figura dovrà svolgere il compito di palista».
«La nostra produzione – aggiunge – si svolge molto con sistemi di controllo invece che a livello manuale. Per dire, sarà molto più probabile trovarsi tra le mani un joystick piuttosto che un attrezzo da lavoro. La giornata lavorativa, poi, sarà sviluppata su due turni».
Naturalmente il progetto della Pistoia Compost si ispira ai dettami dell'economia circolare. «Per questa ragione – spiega Ermini – ho già preso contatti con i vivaisti di Pistoia ma ho avuto un incontro, a parer mio costruttivo, anche con l'associazione boscaioli locale. Noi sposiamo la green-economy».
La società Pistoia Compost sta cercando di tranquillizzare la popolazione sull'aspetto dell'emissione dei cattivi odori che fino a poco tempo ha creato nella zona diversi problemi. La differenza sostanziale, oltre che nella modalità della lavorazione dell'umido, sta nel fatto che il processo produttivo non è più aerobico come in passato ma anaerobico, cioè si svolge in assenza di ossigeno. «La nostra produzione principale – afferma ancora Ermini – sarà la produzione di compost di alta qualità con particolare attenzione quindi alla non presenza di plastiche. Inoltre produrremo anche biogas, cioè metano per autotrazione e anidride carbonica che recuperiamo dalla produzione e che non sarà liberata in aria ma venduta. Tutto questo sistema funzionerà ancora meglio se verrà gestito anche con il supporto della cittadinanza».
Anche per questo Alessandro Ermini, ha già preso contatto con il Comitato Val di Lima per un confronto diretto. —
Carlo Bardini
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