Mutilato il monumento contro tutte le guerre dello scultore Pacelli
Maresca. Hanno spaccato le braccia e tentato di rompere la testa. Ma evidentemente non ci sono riusciti perché il volto è stato “solo” sfregiato. Un atto vandalico che ha colpito la statua donata dal partigiano scultore e pittore Germano Pacelli alla comunità non solo di Maresca ma a tutti i cittadini del Comune nell’estate 2017. L’opera d’arte si intitola “Pietà per tutte le guerre” ed è stata posizionata nei giardini pubblici di Via Teso a Maresca. Donata da Pacelli al Comune di San Marcello-Piteglio, raffigura una donna che sostiene il figlio ferito da un bombardamento e dall’uomo che, con la mano alzata implora “basta violenze”. Per l’esattezza i vandali hanno procurato l’amputazione delle braccia e lo sfregio del volto. Il Comune di San Marcello Piteglio e l’Anpi Montagna pistoiese denunciano con sdegno l’episodio che è stato scoperto lunedì mattina dal figlio dello scultore. «L’opera d’arte di Pacelli - spiega Rita Monari, presidente Anpi locale - era stata donata al Comune di San Marcello-Piteglio. Ricorda tutte le vittime delle guerre. Pacelli è molto avvilito e ha deciso di non rilavorare alla statua per poterla risanare. Ammetto che sono avvilita e preoccupata anche io per questi atti vandalici, perché sono segno di una cultura che non mi piace per niente». Non è la prima volta che le statue di Germano Pacelli sono prese di mira. Ricordiamo infatti un atto vandalico simile occorso alla statua donata dall’artista e che si trova ancora appoggiata alla parete della chiesa nella Piazza di Maresca. Allora Pacelli, amareggiato, decise di rifare le parti amputate, ma questa volta sembra essere diverso ed è addolorato soprattutto per il messaggio che l’opera voleva e vorrebbe trasmettere. «Non conosciamo la motivazione di tanto accanimento su tale opera, sia che si tratti di “semplice” atto vandalico - spiega il sindaco Luca Marmo - sia che si tratti di atto intimidatorio da parte di gruppi neofascisti è comunque un gesto deplorevole e vile che deve essere denunciato alle autorità competenti». —
Carlo Bardini
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