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FdI sulla stangata Tari «Colpa della Regione e di chi governava prima»
PISTOIA. L’aumento del costo di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Pistoia (e quindi della Tari, la tassa rifiuti che famiglie e imprese sono chiamate a pagare) ha due responsabili precisi. Il primo: la «politica fallimentare» della Regione che non ha realizzato gli impianti di smaltimento già programmati, costringendo quindi ad aumentare il costo dello smaltimento. Il secondo: il forte ritardo «negli scorsi anni» nel raggiungere gli obiettivi previsti di raccolta differenziata, che fa sì che Pistoia abbia una quantità proporzionalmente più alta da smaltire rispetto ad altre realtà.
Due concetti che erano stati espressi con chiarezza dall’assessore al bilancio Margherita Semplici fin dall’emergere della notizia della “stangata” in arrivo sulla Tari, nel febbraio scorso. Ma che la stessa Semplici ha ribadito lunedì rispondendo ad una interpellanza presentata dai consiglieri FdI Gabriele Sgueglia e Lorenzo Galligani.
Durante il consiglio comunale l’assessore Semplici ha citato ampi brani di una lettera di Ato Toscana Centro, l’autorità competente per il servizio di smaltimento dei rifiuti. Si tratta della lettera dell’11 febbraio scorso, in cui si quantificavano in almeno due milioni di euro i costi aggiuntivi per il 2019 che Alia avrebbe dovuto sopportare. La lettera chiariva anche che il progetto di cassonetti interrati avanzato dal Comune non ricadeva in nessun modo sul piano industriale 2019.
«L’amministrazione – concludono i due consiglieri comunali di maggioranza – deve adesso lavorare, sia attraverso i cassonetti interrati nel centro storico che attraverso la revisione del sistema di raccolta nel resto della città». —
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