«Convivenza, bene comune»: Enzo Bianchi apre il festival Dialoghi sull'uomo
Valentina Vettori
Nella grande tenda di piazza del Duomo la conferenza del priore di Bose dopo i saluti del sindaco, della direttrice Cogoli e di Iozzelli (Fondazione Caript)
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PISTOIA. «L'orizzonte della convivenza è la fraternità, intesa come fondamento della nostra umanità. Siamo davvero sicuri che sia più felice chi innalza i muri rispetto a chi, invece, decide di convivere?».
Si apre con una citazione di papa Francesco l'incontro inaugurale della decima edizione dei “Dialoghi sull'uomo”, affidato all'intervento di Enzo Bianchi, il fondatore della Comunità monastica di Bose e “consultore” proprio del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani. Un intervento, quello di Bianchi, che interpreta il concetto di “convivenza” - tema intorno a cui si snoda questa decima edizione del festival di antropologia culturale "Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie, destini" - legandolo alle parole comunità, identità e bene comune.
«Convivenza - sottolinea Bianchi - è responsabilità dell'altro. Quando invece la difesa della propria identità si fa più forte di tutto il resto, come il vento che tira nel nostro paese e nel resto dell'Europa, ecco che la convivenza finisce per essere distrutta. Il futuro, invece, è individuare nuovi orizzonti condivisi».
Prima di Bianchi, l'apertura ufficiale della decima edizione del festival è stata, come di consueto, affidata ai saluti di Luca Iozzelli, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e dell'ideatrice dei Dialoghi sull'uomo Giulia Cogoli. Sul palco, il presidente Iozzelli ha mostrato al pubblico la Medaglia del Presidente della Repubblica, arrivata proprio in occasione della decima edizione del festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo. Un'onorificenza che Iozzelli dedica «all'intera città e a tutti coloro che, negli anni, hanno creduto e contribuito a rendere grande questo festival», che non si esaurisce nei giorni di dibattiti, ma si arricchisce di mostre, collane di libri e consegne di illustri premi. «Tanto da attestarsi come uno dei più grandi festival a livello nazionale, sia per la qualità degli appuntamenti, sia per il pubblico che riesce ad attirare».
«Questo decennale del festival guarda al futuro – gli ha fatto eco il sindaco Tomasi -, in una città che continua a investire in cultura», citando le celebrazioni per il quarantesimo anniversario del Pistoia Blues, la candidatura di Pistoia a Capitale mondiale del libro e i due “nuovi” festival pistoiesi dedicati all'editoria: L'anno che verrà e Sport, book e media.
«Il tema di questa decima edizione, sul mestiere di convivere, lo abbiamo scelto esattamente un anno fa insieme ai miei compagni di viaggio Marco Aime e Adriano Favole – spiega Cogoli -, raccogliendo una citazione di Cesare Pavese proprio sul mestiere di convivere». La convivenza, per Cogoli, nasce dentro ciascun essere umano «in un percorso che dobbiamo fare aiutati dai valori, dalla cultura, dalla curiosità e dal rispetto dell'altro. La convivenza - dice - chiede di attraversare ponti e a volte chiede anche di costruirli. La convivenza è anche stare tutti insieme sotto un tendone ad ascoltare qualcuno che è venuto da lontano per portarci il suo messaggio, e io per questo vi ringrazio».
Un primo appuntamento, quello di ieri pomeriggio ai Dialoghi, che registra subito il tutto esaurito e i lunghi scrosci di applausi rivolti a Enzo Bianchi, in una piazza del Duomo colorata a festa e con il pubblico seduto anche sugli scalini della ex Prefettura per assistere all'inaugurazione di questo decennale.
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