Il Tirreno

Pistoia

Amianto e pensioni i lavoratori Hitachi alzano la voce con Inps e governo

Fabio Calamati
Amianto e pensioni i lavoratori Hitachi alzano la voce con Inps e governo

Sciopero e corteo, in 400 contro la “malaburocrazia” Il prefetto solleciterà un’accelerazione delle procedure

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PISTOIA. Alzano la voce i lavoratori in lotta per i diritti di chi ha respirato le fibre dell’amianto killer. Dopo il presidio di martedì davanti alla sede provinciale dell’Inps, ieri mattina – per la prima volta dopo molto tempo – lo striscione della rappresentanza sindacale unitaria dell’Hitachi Rail Italy è tornato a guidare un corteo di dipendenti della grande azienda ferroviaria attraverso le strade della città. Soste alla prefettura, in via Pertini, e di nuovo davanti alla sede dell’Inps, sul viale Adua.

La richiesta è la stessa di martedì ed è diretta all’Inps nazionale: si sblocchino al più presto le pratiche dei 170 dipendenti Hitachi che hanno ottenuto più di recente dall’Inail il riconoscimento dei dieci anni di esposizione all’amianto e quindi il diritto ad andare in pensione sfruttando le agevolazioni contributive che la legge 257 del 1992 riserva ai lavoratori che hanno convissuto per un decennio con le fibre killer. . I 170 dipendenti hanno trasmesso nei mesi scorsi le loro richieste e la maggioranza di loro attende ancora di avere delle risposte. Sono gli ultimi lavoratori dello stabilimento pistoiese che – per ora – potranno beneficiare delle facilitazioni pensionistiche della 257. I dieci anni di esposizione, infatti, sono stati raggiunti – nel loro caso – solo perché l’Inail, di recente, ha deciso di seguire l’impostazione dei sindacati e di considerare come un periodo unico, senza interruzioni, gli oltre tre anni durante i quali lo stabilimento dell’allora Breda costruzioni ferroviarie venne scoibentato mentre i dipendenti ci lavoravano dentro. E ora la «malaburocrazia» – come l’hanno ribattezzata i lavoratori Hitachi – nega un diritto già riconosciuto.

Anche se il problema con l’Imps nazionale è circoscritto a meno di duecento lavoratori, ieri la risposta dei dipendenti di via Ciliegiole è stata compatta: oltre quattrocento lavoratori hanno incrociato le braccia e partecipato al lungo corteo. Del resto la memoria dei 250 (circa) compagni di lavoro morti dopo essere stati esposti per anni all’amianto è una tragedia che ha segnato tutti: chi ha perso un parente, chi un amico.

«Sì - conferma Paolo Mattii segretario della Fiom Cgil – è stata una bella manifestazione, con una grande partecipazione. Il prefetto Emilia Zarrilli, poi, ha preso degli impegni importanti. Spedirà quanto prima una lettera di sollecito delle procedure all’Inps nazionale e al governo. E per lunedì ha già fissato un incontro con la direttrice dell’Inps di Pistoia Raffaella Buonsanto per fare il punto sulla vicenda».

Da chiarire: lavoratori Hitachi e sindacati appuntano le loro critiche contro l’Inps nazionale, non contro quello pistoiese al quale, invece, riconoscono di aver sbrigato nei giusti tempi le loro pratiche. «L’Inps nazionale – continua Mattii – dice che devono svolgere il monitoraggio delle domande giunte. Ma le domande come quelle che vengono da Pistoia, e che hanno la certificazione dell’Inail, perché devono attendere?».

«Una giornata positiva – è il giudizio anche di Jury Citera, segretario Fim Cisl – l’officina si è svuotata per lottare per i diritti di una parte dei lavoratori. C’erano anche i dipendenti di AnsaldoBreda (la bad company nata dopo l’acquisizione dell’azienda ex Finmeccanica da parte di Hitachi, ndr) e i colleghi dell’indotto. Abbiamo apprezzato anche le presenze politiche: la senatrice Caterina Bini, il consigliere regionale Baldi, quello comunale Grassi. Anche il sindaco Alessandro Tomasi ha partecipato alla manifestazione». —



 

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