Il Tirreno

Pistoia

Amianto, dall’Inps non arrivano risposte e i lavoratori Hitachi incrociano le braccia

Fabio Calamati
Amianto, dall’Inps non arrivano risposte e i lavoratori Hitachi incrociano le braccia

La mattina del 21 maggio sciopero e presidio davanti alla sede dell’Inps. Giovedì dovrebbe svolgersi un corteo per le strade della città

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PISTOIA. Oggi, 21 maggio, sciopero di due ore e presidio davanti alla sede dell’Inps, in viale Adua. Giovedì altro sciopero con corteo per le strade della città e soste davanti alla prefettura e – di nuovo – davanti alla sede dell’Inps. I sindacati metalmeccanici rilanciano così in maniera forte la vertenza amianto per i lavoratori di Hitachi Rail Italy. 
 
A far scattare la molla della mobilitazione è stato il ritorno dei tempi lunghi, da parte dell’Inps nazionale, nell’invio delle certificazioni dei benefici pensionistici (che di solito possono condurre alla pensione anticipata) ai lavoratori esposti all’amianto che ne avevano fatto richiesta. Complessivamente negli ultimi mesi sono circa 170 i lavoratori dipendenti di Hitachi Rail Italy e della “bad company” AnsaldoBreda che avevano presentato le loro domande. Ma mentre una prima metà aveva ricevuto una risposta celere, poi il meccanismo si è impantanato e giovedì scorso, 16 maggio, son scaduti i due mesi di tempo entro cui sarebbero dovute arrivare le ultime risposte da parte dell’Inps nazionale.
 
“Siamo di fronte a un problema – ha scritto il segretario Fim Cisl Jury Citera sulla sua pagina Facebook – che speravamo essere superato: i tempi di risposta alle domande accolte, che ancora sembrano dilatarsi senza che dall’Inps arrivi alcuna data certa circa il perfezionamento delle procedure”.
 
Così, dopo lo svolgimento di assemblee nello stabilimento di via Ciliegiole, si è deciso di passare a forme di mobilitazione più dirette e “visibili” anche verso la città. Stamani, come detto, il presidio all’Inps. Giovedì il corteo, che peraltro al momento è stato solo richiesto e attende il via libera della prefettura. 
 
Riprende così quota questa nuova “vertenza amianto” che riguarda – lo ricordiamo – quei lavoratori che in un primo tempo erano rimasti esclusi dai benefici perché non potevano dimostrare di essere rimasti esposti alla sostanza killer per almeno 10 anni. Non si parla qui di chi ha spruzzato direttamente l’amianto sui treni, pratica cessata nello stabilimento di Pistoia già anni prima che la legge 257 del 1992 mettesse al bando l’amianto, ma di chi rimase al lavoro mentre si svolgeva la scoibentazione del tetto dello stabilimento, dall’ottobre 1987 al dicembre 1990.
 
All’inizio del 2019 (vedi sotto) l’Inail ha deciso di allargare le maglie dei riconoscimenti, consentendo a 170 lavoratori di raggiungere i 10 anni di esposizione complessiva, che fa scattare i benefici pensionstici della legge 257. Con il riconoscimento Inail in tasca, i lavoratori si sono rivolti all’Inps. E dopo un primo lotto di domande evase rapidamente, i tempi di risposta si sono nuovamente diluiti, arrivando alla situazione di stallo di questi giorni. Uno stallo che i sindacati vogliono assolutamente rimuovere.
 
“Chiediamo sia all’ Inps che al governo – scrive ancora Citera – di occuparsi della materia manifestando impegno e interesse. Pistoia purtroppo ha visto più di 250 morti per questa maledetta fibra e oggi più che mai non siamo disposti ad aspettare !!!”

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