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Alberto Banci è la nuova guida della Banca alta Toscana. Gori lascia dopo 24 anni

Fabio Calamati
Alberto Banci è la nuova guida della Banca alta Toscana. Gori lascia dopo 24 anni

Approvato dall’assemblea dei soci il bilancio 2018: utile netto a 1,7 milioni di euro, Giancarlo Gori lascia la presidenza dopo 24 anni. Nel Cda entra Michele Marinozzi

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PISTOIA. L’assemblea dei soci della Banca alta Toscana Credito cooperativo ha approvato ieri all’unanimità il bilancio 2018, chiuso con un utile netto superiore a 1,7 milioni di euro. Eleggendo poi il nuovo consiglio di amministrazione, in gran parte riconfermato. . I 660 soci che hanno preso parte alla votazione, di persona o tramite delega, hanno eletto presidente Alberto Banci che, già membro del Cda dal 2007, subentra a Giancarlo Gori e guiderà per i prossimi 3 anni l’istituto di credito. Originario di Quarrata, sessant’anni, Banci è imprenditore attivo nel ramo immobiliare e nella produzione di vino ed olio. Oltre a lui il cda è composto da Riccardo Andreini (vicepresidente vicario), Stefano Brizzi (vicepresidente), Franco Benesperi, Sandra Bongi, Stefano Gaggini, Silvia Nesti, Massimo Meoni, Alessandro Pratesi, Francesco Leporatti e Michele Marinozzi (nuovo membro).

«Ringrazio il Cda per la fiducia che mi ha voluto dimostrare e tutti i soci che hanno partecipato all’assemblea, in particolar modo quelli venuti da più lontano, perché in una cooperativa ogni socio deve sentirsi a proprio agio e partecipare alla gestione – ha sottolineato il neopresidente – Accetto questo incarico con spirito di servizio verso tutti i soci di tutte le aree geografiche: della Montagna, di Masiano, di Empoli, di Prato e dell’area storica di cui faccio parte. Svolgere questo ruolo dopo Giancarlo Gori, che ha fatto la storia della nostra Banca, non sarà facile, ma ci ha indicato la strada da seguire. Sono da oltre 40 anni socio della banca e continuerò ad esserlo convintamente al termine di questo incarico».

Tanti i soci che hanno preso la parola per ringraziare il presidente uscente Giancarlo Gori, che ha deciso di non ricandidarsi dopo 24 anni di presidenza. Nel suo discorso all’assemblea, Gori ha rimarcato la necessità di preservare la specificità del credito cooperativo, patrimonio di democrazia economica, mutualismo e vicinanza al territorio.

Per quanto riguarda il bilancio, se l’attivo è leggermente superiore a quello 2017 (le cui dinamiche furono influenzate dall’acquisizione di attività e passività della Bcc Masiano), anche gli altri numeri testimoniano la solidità dell’istituto di credito. Al 31 dicembre 2018 gli impieghi lordi in bonis (nei confronti di clienti ritenuti solvibili) si sono attestati a 700,8 milioni di euro, con un incremento di 0,4 milioni. Un altro dato significativo è il basso numero di richieste di fido respinte, attestato al di sotto del 2%.

La raccolta complessiva dalla clientela si attesta a 1.274,3 milioni, in leggera diminuzione (-0,33%) rispetto al 2017 per effetto del calo della raccolta diretta rappresentata dai titoli di propria emissione a vantaggio della raccolta indiretta amministrata. Il patrimonio netto della banca è di 78,9 milioni, con una diminuzione di 20,9 milioni, di cui 20,3 dovuti all’applicazione dei nuovi principi contabili. —

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