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Strettoie, soste abusive e pedoni a rischio: «Ogni giorno il traffico soffoca Candeglia»
Fabio Calamati
Caffè Tirreno, l’appuntamento con i lettori, torna e raccoglie l’Sos di chi vive in via Antonelli, da anni alle prese con lo stesso problema
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PISTOIA. Caffè Tirreno riparte da Candeglia. E il tema al centro delle segnalazioni degli abitanti non poteva che essere uno: la viabilità. La strozzatura in cima a viale Antonelli, con le auto che rasentano le case; i pedoni a rischio per la mancanza di marciapiedi; il progetto per “chiudere” l’anello della tangenziale che risolverebbe molti problemi, ma che da trent’anni non fa un passo avanti: a Candeglia sono anni che non si parla d’altro.
«La mattina chi vive nella strettoia, come me, si alza e raccoglie pezzi di fanalini e parafanghi, oppure trova sui muri di casa i segni delle macchine» dice Santuzza Corsini. «I problemi non sono solo sulla parte alta di via Antonelli, ma fino a Porta San Marco – incalza Stefania Corsini – ma finora si sono viste zero scelte. Le possibili soluzioni sono state bloccate da gruppi di pressione e chi abita in via Sant’Alessio è stato accontentato. E ora, intanto che si aspetta questa nuova strada, perché non si mette un bel senso unico a scendere verso la città per tutta via Antonelli?».
Gli abitanti di Candeglia, ai quali il Caffè Tirreno aveva dato appuntamento ieri mattina al circolo Arci di via Carota e Molina, sono come un fiume in piena quando si parla di strade. «Il traffico su viale Antonelli è continuo, sia di giorno che di notte e dalle traverse che si immettono sulla via, anche a causa dei parcheggi selvaggi, la visibilità è scarsa, specialmente con il buio. Un pericolo anche per i pedoni» lamenta Vivaldo Innocenti. «Oggi che a Candeglia ci sono quattro parcheggi – riflette Annalia Bartolomeoni – le macchine non dovrebbero starci più nelle strade, invece continuano ad esserci come prima. E i vigili urbani non si vedono».
Sebastiano Gambino, invece, racconta che, negli anni, i continui interventi sulla strada, priva di marciapiede, hanno determinato l'innalzamento della strada, per cui ogni volta che piove gli ingressi delle case e delle attività, come il suo storico negozio di parrucchiere, finiscono sotto l'acqua.
Rincara Mario Vignoli: «In Candeglia abitano molti anziani e molte persone con disabilità, ci vorrebbe un po' più di attenzione verso di loro. Hanno molte difficoltà a camminare: quando ci sono, dai marciapiedi non ci si passa, vuoi per la loro pessima condizione vuoi per le automobili che continuano a sostarci sopra.
Anche Silvano Grilli inziste sullo stesso argomento: «Io abito proprio all'altezza della strettoia di via Antonelli, tante volte gli autobus ci hanno divelto le persiane di casa, la calata in rame dell'acqua, i vasi dei fiori. Le auto continuano a parcheggiare a bordo strada, in doppia fila. Questo provoca incolonnamenti e pericoli, oltre all'inquinamento ambientale e acustico per il continuo suono dei clacson. È un caos totale».
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