Il Tirreno

Pistoia

Pedoni più protetti e zona 30. Bottegone ricomincia da qui

di Alessandro Benigni
Intervento dal pubblico durante l’assemblea alla Casa del popolo di Bottegone (foto Gori)
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Intervento dal pubblico durante l’assemblea alla Casa del popolo di Bottegone (foto Gori)

Pistoia, sindaco e assessori al circolo Arci: così è cambiato il progetto di riqualificazione. Presto interventi anche sulle case popolari. Don Baronti: ok, ma fate presto

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BOTTEGONE. Ai margini geografici, ma finalmente al centro del discussione pubblica cittadina. Parliamo di Bottegone: dopo i due partecipati appuntamenti di “Caffè Tirreno”, infatti, sono stati tanti i cittadini intervenuti all'assemblea pubblica sulla riqualificazione del quartiere organizzata dal Comune nel circolo Arci.
Oltre al sindaco Alessandro Tomasi, presenti gli assessori Alessandro Capecchi e Alessio Bartolomei, svariati consiglieri di maggioranza e opposizione (Gori, Mazzeo, Gelli, Capecchi e Tripi tra gli altri) e diversi rappresentanti dell'associazionismo locale.


L'incontro è servito per illustrare nei dettagli il funzionamento della nuova convenzione firmata da Comune e Consiglio dei Ministri per i famosi 18 milioni di euro di finanziamento previsti dal Bando Periferie. Rispetto al precedente accordo del dicembre 2017 le modalità di erogazione sono diverse: inizialmente il Governo avrebbe dovuto anticipare il 20% dell'importo complessivo dei progetti (percentuale identica a quella che possono richiedere le ditte come anticipo sui lavori da svolgere), invece adesso si limiterà a saldare il rimborso del 95% delle spese effettivamente sostenute e documentate dagli enti beneficiari. Non solo: si potranno effettuare modifiche ai progetti presentati solo per cause di forza maggiore, con possibili proroghe sui tempi previsti per un massimo di 120 giorni, mentre eventuali risparmi sulle cifre stanziate non potranno essere redistribuiti.

«Le condizioni sono evidentemente più rigide rispetto al precedente accordo e potrebbero sorgere delle difficoltà sulla liquidità iniziale - ha spiegato Tomasi - ma quel che conta è che adesso sia tutto nero su bianco».
Si è poi passati a parlare dei progetti, che riguarderanno un'area complessiva di 55 ettari (di cui 10,5 cantierabili e 6 che dovranno essere oggetti di esproprio). Quello che tocca più il cuore dei residenti è quello relativo alla mobilità dolce, che prevede la riqualificazione di 2155 metri di strade (di cui circa 1km di via Fiorentina), attraverso la realizzazione di camminamenti protetti senza barriere mantenendo ove possibile gli stalli di sosta laterali, nonché la messa in sicurezza dell’area con 9 attraversamenti rialzati e illuminati a led, isole spartitraffico e salvapedoni.

Previsti 600 metri di pista ciclabile e 500 metri di zona con limite di 30 km/h, mentre via Verrazzano e via Magellano diventeranno a senso unico. Il fondo stradale sarà ovviamente riasfaltato. Successivamente è stato affrontato il progetto di risanamento ed efficientamento energetico dell’edilizia popolare in via d'Aragona (affidato a Spes, gestore degli immobili), quello sulla sicurezza idraulica e quello per l'ampliamento delle scuole King.
Infine c'è stato spazio per gli interventi del pubblico, tra i quali è spiccato quello di don Piergiorgio Baronti: «Sulla viabilità occorre fare in fretta, la gente è esasperata - ha analizzato lo storico parroco di Bottegone ben venga la mobilità dolce, anche se resterà il problema del traffico pesante. Per l'edilizia residenziale pubblica si parla di toppe, ma la situazione abitativa è malmessa. Palestra, scuola e aree verdi? C'è molto da fare - ha concluso - ma bisognerà anche vigilare su questi beni pubblici altrimenti rischiano di fare la fine di quelli attuali, spesso oggetto di vandalismo».

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