Imu e Tari trainano le entrate del Comune: imposte e tasse 2019 a quota 48 milioni
La pressione su ogni famiglia pistoiese sarà di circa 1.236 euro. Il gettito delle contravvenzioni sale a 7,4 milioni di euro
PISTOIA. Aumentano le imposte comunali, quasi esclusivamente per colpa del balzo in avanti della tassa rifiuti; ferme le tariffe dei servizi (ed anzi, si profilano agevolazioni per i parcheggi); stabili a cinque milioni e rotti le contravvenzioni al codice della strada. In due parole, sono queste le conseguenze dirette sulle tasche dei pistoiesi del nuovo bilancio preventivo 2019, approvato giovedì dal consiglio comunale dopo una maratona di sedute di 4 giorni.. I principali introiti per le casse comunali continuano a venire dalle proprietà immobiliari e dalla partecipazione all’Irpef. Cancellata l’Imu sulla prima casa, la gran parte dell’imposta (17,6 milioni su un totale di 18,6) arriva dai cosiddetti “altri immobili”, ivi comprese le seconde case. La giunta Tomasi ha previsto poi di recuperare 4 milioni di euro di Imu non pagata negli anni passati. Da considerare che alla cifra indicata sopra sarebbero da aggiungere 4,3 milioni di euro che sono il contributo che il Comune di Pistoia versa allo stato per il Fondo di solidarietà comunale. L’altro cespite, come detto, è l’addizionale Irpef, che l’amministrazione di centrodestra ha portato al massimo, quanto ad aliquote (ma anche quest’anno ci saranno sostanziose esenzioni). Questa voce nel bilancio 2019 vale 8 milioni 750.000 euro.
Non era scontato che le voci in questione non aumentassero, visto che il governo aveva eliminato il blocco delle aliquote: un adeguamento al massimo possibile – come ha sottolineato l’assessore Margherita Semplici – avrebbe portato circa 1,8 milioni di euro nelle casse comunali.
La stangata, invece, è arrivata quest’anno dalla tassa rifiuti: 19,3 milioni di euro è il costo da coprire con il gettito Tari, soprattutto a causa dell’incremento dei costi dichiarato da Alia spa, incremento per il quale la giunta Tomasi punta il dito soprattutto contro la Regione e la mancata realizzazione di impianti di smaltimento pure previsti.
Nel bilancio ci sono poi molte altre voci “minori”. L’imposta sulla pubblicità, ad esempio, che vale 835.000 euro secondo le stime degli uffici. O gli accertamenti residui per la Tares, l’antesignana della Tasi, da cui il Comune conta di trarre 700.000 euro circa.
Complessivamente, secondo i documenti allegati al bilancio 2019, la voce “imposte e tasse” pesa quest’anno per 48,5 milioni di euro, almeno a livello di previsioni. Il che significa una pressione fiscale pro capite (sottostimata, perché non sono inseriti gli aumenti Tari) di 537,5 euro. Per una famiglia standard tutto ciò si traduce in un esborso complessivo, nel corso dell’anno, di 1.236 euro.
C’è poi una voce che può cambiare anche di molto la reale incidenza di Palazzo di Giano sul portafogli dei pistoiesi. Si tratta delle multe: sono previsti 5,4 milioni di euro di contravvenzioni “fresche” (nella media degli anni precedenti) più 2 milioni di recupero di multe degli anni scorsi. In totale, 7,4 milioni di gettito da contravvenzioni al codice della strada. —
Fabio Calamati
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