Triplice incendio, la barista non risponde al giudice
E' rimasta in silenzio durante l'interrogatorio di garanzia la 63enne titolare del bar Damasco che ha appiccato il fuoco rischiando di causare una strage
PISTOIA. È rimasta in silenzio davanti al gip Nadia Dami, la 63enne titolare dello storico Bar Damasco di viale Italia che, domenica notte, ha appiccato, rischiando di causare una strage, ben tre incendi: nel suo locale, nell’appartamento in cui abitava e in un altro poco distante, in via Pagliucola. . La donna, portata a Pistoia a bordo di un cellulare dal carcere di Sollicciano, è comparsa nella tarda mattinata di ieri davanti al giudice delle indagini preliminari Alberto Lippini per l’interrogatorio di garanzia. Assistita dall’avvocata d’ufficio Cristina del Moro, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Dopo la convalida dell’arresto per incendio doloso eseguito dai poliziotti della Squadra Volante, il gip si è riservato sulla richiesta di custodia cautelare il carcere avanzata dal pubblico ministero Giuseppe Grieco. La decisione arriverà oggi, ma è probabile che la donna rimarrà in cella, in quanto la sua abitazione (dove avrebbe potuto essere messa ai domiciliari) è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, sia per i danni causati dalle fiamme che per il pericolo per la salute dovuto al fumo che ha annerito i locali.
Alla base del folle gesto della donna (31, complessivamente, gli inneschi a cui aveva dato fuoco), ci sarebbe il pignoramento previsto per questi giorni del bar e dei due appartamenti. In base alla ricostruzione degli inquirenti, Nadia Dami aveva intenzione di distruggere tutti i suoi beni, aspettando lei stessa la fine nel suo appartamento di viale Italia, proprio sopra il bar, dove aveva anche tagliato il tubo di una stufa a gas, senza tuttavia aprire la valvola della bombola.
Nella cucina del bar, dove è partito l’incendio, i vigili del fuoco e i poliziotti hanno trovato cinque inneschi artigianali: delle candele sistemate all’interno di “nidi” di carta a cui qualcuno ha dato fuoco. E altri 16 identici nell’appartamento di viale Italia, sui materassi, sul divano, sotto le tende. Infine, altri 13 nell’altro appartamento di sua proprietà dato alle fiamme, in via Pagliucola, dove l’incendio si è autoestinto per carenza di ossigeno.
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