Il Tirreno

Pistoia

Picchiata e costretta dal marito ad avere rapporti sessuali

Massimo Donati
Picchiata e costretta dal marito ad avere rapporti sessuali

Testimonianza choc in tribunale: protetta dietro a un paravento dagli sguardi e dai sorrisetti intimidatori del marito, la donna ha nuovamente raccontato la sua odissea

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PISTOIA. Le offese, le minacce, le richieste di denaro per comprarsi la droga. E le botte, ultimamente sempre più frequenti, quando non otteneva i soldi che voleva o durante le crisi di gelosia. E anche quei rapporti sessuali a cui era costretta in piena notte per evitare che ci andassero di mezzo anche le sue figliolette, nella cui cameretta ormai lei se ne andava a dormire.
 
Protetta dietro a un paravento dagli sguardi e dai sorrisetti intimidatori del marito, ha nuovamente raccontato la sua odissea. Questa volta ai giudici del tribunale collegiale. Dove la giovane donna, ieri mattina, è stata chiamata a testimoniare nel processo in cui il marito è accusato di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
 
Parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocata Francesca Barontini, la donna aveva trovato il coraggio di denunciare il marito e di chiedere aiuto al Centro antiviolenza Aiutodonna anche grazie a una sua amica, lei stessa vittima di abusi sessuali da parte del marito (poi condannato a 8 anni di reclusione). E grazie alle operatrici dello sportello e alla Squadra mobile della questura, per lei era iniziato il percorso per arrivare da una nuova vita.
 
Nei confronti del marito – ex rappresentante, licenziato alcuni anni fa per i suoi problemi di droga e per i furti commessi sul lavoro, non ne facciamo il nome per tutelare la privacy della vittima – era scattato il divieto di avvicinamento da parte del gip del tribunale. Dopo che la donna aveva raccontato ciò che aveva dovuto subire negli anni. E di come la situazione si fosse aggravata negli ultimi mesi, da quando il marito aveva cominciato a fare un uso sempre più pesante di cocaina. Presentandosi spesso nel suo luogo di lavoro per chiederle soldi. E agli inquirenti a raccontato anche di tutte le volte che in piena notte aveva preteso da lei dei rapporti sessuali, andando a prenderla nella cameretta della bambine, dove lei dormiva, e costringendola a seguirla nel salotto minacciando di buttare tutto sottosopra davanti alle figlie.
 
Sul banco dei testimoni ieri, anche la collega di lavoro della vittima, che aveva assistito ripetutamente alle richieste di denaro. 

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