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urbanistica 

Il sindaco Tomasi: in città non c’è spazio per far insediare il colosso Leroy Merlin

Valentina Vettori
Il sindaco Tomasi: in città non c’è spazio per far insediare il colosso Leroy Merlin

«Serve un’area di 40mila metri quadri, ma non è possibile trovarla dato che il territorio è disseminato di vivai» 

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Nel territorio del comune di Pistoia non è possibile alcun insediamento di Leroy Merlin. A dirlo chiaro e tondo, durante l’incontro di giovedì sera con l’associazione Sant’Agostino Imprese e il comitato dei residenti del quartiere, è il sindaco Alessandro Tomasi (Fdi). Che a domanda diretta di Carlo Pancani, presidente dell’associazione e portavoce dei timori dell’intero quartiere per l’incremento di traffico nella zona già soffocata da auto e mezzi pesanti, spazza via tutti i dubbi, entrando anche in polemica con la Regione Toscana. Ente che, a dicembre, aveva “scavalcato” le amministrazioni comunali approvando con una delibera di giunta un protocollo d’intesa in cui chiedeva ai Comuni coinvolti azioni per “favorire l’insediamento di Leroy Merlin” nei territori sui cui la catena francese del fai-da-te aveva mostrato un certo interesse. Su tutti, Lucca, Massa e appunto Pistoia. Per la città di Giano la richiesta era di un’area di 40. 000 metri quadri, come spiega Tomasi, che all’incontro era accompagnato dagli assessori al verde pubblico Alessio Bartolomei e alla mobilità Alessandro Capecchi. Dimensioni che però il Comune – come area pubblica – non ha a disposizione, eccezion fatta forse per la zona del Pip di via Erbosa. «Ancora oggetto, però, di un lungo contenzioso con i proprietari per l’esproprio», come sottolinea il sindaco. Tanto che la stessa Esselunga, prima di aprire in via dell’Annona, ci aveva messo gli occhi, per poi dirottare – proprio a causa di quel contenzioso – su un’altra zona. «In ogni caso – aggiunge Tomasi – trattandosi di area pubblica, il Comune dovrebbe assegnarla esclusivamente tramite bando di gara».

Anche per quanto riguarda aree di proprietà privata, l’individuazione non sembra più facile, «poiché il territorio è disseminato di vivai, e laddove si potesse individuare un’area del genere, mancano comunque le infrastrutture tali da sopportare un insediamento di quel tipo».

Insomma, lascia intendere il primo cittadino, anche di fronte alla contrarietà dei Comuni, la Regione ha accelerato approvando con una delibera di giunta un protocollo d’intesa, che né Lucca né Pistoia hanno firmato. «Un protocollo che non ha alcuna valenza ai fini dell’insediamento di Leroy Merlin. Come fa un Comune, materialmente, a favorire l’insediamento di una qualsiasi azienda sul territorio? Quello della Regione è soltanto un grandissimo spot elettorale», rincara la dose Tomasi.

L’accordo tra la Regione e la catena francese di bricolage prevede, appunto, un protocollo d’intesa per un investimento triennale di 120 milioni e oltre 700 assunzioni in tutta la Toscana, con l’apertura di nuove attività a Lucca, Massa e Pistoia, oltre al trasferimento a Campi Bisenzio del punto vendita che oggi si trova ai Gigli. Un protocollo d’intesa su cui la Regione ha comunque tirato dritto, nonostante i dubbi – che poi si sono trasformati nel rifiuto della firma – da parte di Lucca e Pistoia. –



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