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I rifiuti di Pistoia costano 2,7 milioni in più, stangata in arrivo sulle bollette della Tari

Fabio Calamati
I rifiuti di Pistoia costano 2,7 milioni in più, stangata in arrivo sulle bollette della Tari

Alia dà la colpa alla bassa raccolta differenziata della città e alla mancata apertura degli impianti regionali previsti

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PISTOIA. I numeri sono pesanti: nel piano economico finanziario 2019 dell’Ato Toscana centro, approvato ieri dai Comuni dell’ambito (non da Pistoia, che ha votato contro) c’è un costo aggiuntivo per Pistoia di 2 milioni 727mila euro. Considerando che la spesa 2018 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è stata nel 2018 di 14,2 milioni di euro, si profila un possibile aumento delle tariffe Tari del 19 per cento. Una vera e propria stangata sui conti delle famiglie pistoiesi.. Da cosa dipendono questi costi in più? Secondo Alia, l’azienda che gestisce i rifiuti per l’Ato Toscana centro, si tratta delle spese aggiuntive sostenute per lo smaltimento dei rifiuti urbani fuori dai confini regionali. Il tutto, a causa del fatto che la Regione ha deciso di non realizzare più gli impianti di smaltimento di Selvapiana e, soprattutto, di Case Passerini, che pure erano previsti nella gara che Alia si aggiudicò nel 2017.

«Per il Comune di Pistoia, però – si legge in una nota stampa diffusa ieri da Palazzo di Giano – non dovrebbero essere i cittadini a farsi carico degli aumenti dovuti alle carenze impiantistiche per lo smaltimento dell’indifferenziata e alle irrealizzate previsioni contenute nel piano regionale di gestione dei rifiuti. Per tale ragione Pistoia ha votato contro il provvedimento».

C’è da dire che per Pistoia il conto è particolarmente salato perché il livello di raccolta differenziata qui è ancora basso, attorno al 37%. Quindi è da Pistoia più che da altri comuni che arriva la corrente di spazzatura che Alia smaltisce a caro prezzo fuori regione.

Il fatto è che la città è rimasta isolata all’interno dell’assemblea dei 59 Comuni dell’Ato. Insieme con l’assessore alle aziende controllate Margherita Semplici, ieri mattina a Scandicci (dove era convocata l’assemblea) ha votato contro il piano economico soltanto il Comune di Serravalle, mentre Abetone-Cutigliano si è astenuto.

Ora la patata bollente finirà nelle mani della giunta Tomasi, che dovrà confezionare delle tariffe Tari che necessariamente tengano conto dei supercosti. «Occorreva e occorre – dice il sindaco Alessandro Tomasi – un’adeguata programmazione regionale sull’impiantistica. Il ciclo dei rifiuti necessita di risposte concrete altrimenti si andrà presto verso l’emergenza. Pistoia sta facendo la sua parte mettendo in campo, seppur con ritardo, tutte le misure necessarie per raggiungere adeguati livelli di differenziata, con l’introduzione entro la fine di quest’anno degli interrati nel centro storico e poi, nel corso del 2020, con l’avvio di un diverso sistema di raccolta differenziata su tutto il territorio comunale. Ma questo ha senso soltanto a fronte di una concreta programmazione a livello regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti. Abbiamo deciso di votare contro al piano economico dell’Ato convinti che il problema dell’impiantistica non dovrebbe ricadere sulle spalle dei cittadini. Una goccia nel mare probabilmente, ma non potevamo accogliere con favore aumenti calati dall’alto». —



 

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