Il Tirreno

Pistoia

il cane di famiglia 

I morsi di Ciro per “difendere” il suo padrone dai soccorritori

M.D.
I morsi di Ciro per “difendere” il suo padrone dai soccorritori

2 MINUTI DI LETTURA





pistoia. Quando ha visto i due giovani chinati sul suo padrone esanime a terra, ha creduto che volessero fargli del male. Non poteva certo capire che invece stavano provando a rianimarlo. E ha cominciato ad abbaiare furiosamente, e a mordere. Anche le mani di Jonathan, che pure è uno di famiglia. Ferite profonde, che hanno poi costretto il giovane ad andare all’ospedale, in ambulanza.

Ciro è il cane della famiglia Nocentini, arrivato nella villetta al numero 4 di piazza Salvatore Carnevale quando era cucciolo, nell’estate del 2015. Affezionandosi, evidentemente, soprattutto a Flaviano. Visto che sabato sera non ha esitato a scagliarsi contro chiunque osasse avvicinarsi all’uomo riverso sull’asfalto. Compresi il medico del 118 e i soccorritori della Misericordia accorsi sul posto per un estremo quanto inutile tentativo di rianimazione, con massaggio cardiaco e ventilazione forzata.

I primi contro cui, corso fuori dal giardino, si è avventato, sono stati Alessio e Jonathan, che, non appena hanno compreso la gravità della situazione, hanno girato sulla schiena il 58enne operaio per applicare le tecniche di soccorso imparate come volontari della Croce d’Oro di Montale. Compresa la respirazione bocca a bocca.

È stato solo quando il piccolo meticcio è stato chiuso nel giardino della villetta che i sanitari, prima, e i poliziotti, poco dopo, si sono potuti avvicinare al cadavere. Sul posto, oltre agli uomini della Squadra Volante sono accorsi anche gli investigatori della Squadra Mobile, assieme ad un collega della Scientifica, per i rilievi e la documentazione fotografica. Quindi, dopo l’esame esterno del medico legale, la salma è stata portata all’obitorio dal servizio funebre della Misericordia. —

M.D.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera