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Pistoia

Pistoia, muore a 58 anni aggredito dall'amico del figlio: fatale un violento calcio - Video

L'abitazione in piazza Carnevale 4 dove viveva Floriano Nocentini (foto Lorenzo Gori)
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L'abitazione in piazza Carnevale 4 dove viveva Floriano Nocentini (foto Lorenzo Gori)

Una lite è sfociata in tragedia in piazza Carnevale: l'uomo, un operaio vivaista, è caduto in avanti, sbattendo la faccia sull'asfalto. Il giovane di 22 anni arrestato dagli agenti delle volanti e della squadra mobile della questura

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PISTOIA. Una lite, avvenuta la sera di sabato 9, poco dopo le 22,  in piazza Salvatore Carnevale, a Pistoia, è finita in tragedia. Un padre di 58 anni, Flaviano Nocentini, pistoiese, operaio vivaista, è rimasto ucciso al culmine di una discussione accesa con un amico del figlio, Alessio Bini, 22 anni, di Montale.

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Il giovane, che si trovava all'interno della propria auto insieme al figlio della vittima e a un altro amico, dopo l'ennesima offesa ricevuta è sceso e ha sferrato un violento calcio nel sedere al 58enne. Che è caduto in avanti sbattendo la faccia sull'asfalto: probabilmente è stata la frattura delle ossa nasali a causargli un danno cerebrale che lo ha ucciso sul colpo. Lo stesso Alessio Bini e il figlio, Jonathan Nocentini, 27 anni, hanno subito cercato di rianimarlo (entrambi hanno esperienza come volontari sulle ambulanze): inutilmente.

Sul posto sono intervenuti i poliziotti della squadra volante, seguiti dai colleghi della squadra Mobile. Il giovane montalese, sconvolto per le conseguenze del suo gesto impulsivo, su disposizione del pm Claudio Curreli è stato portato in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale. In attesa dell'interrogatorio di garanzia.

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Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia attraverso le testimonianze raccolte e anche grazie alle dichiarazioni rilasciate dal giovane arrestato a dei vicini, attorno alle 22 di sabato, Alessio Bini era arrivato davanti al numero 4 di piazza Carnevale al volante della propria auto: insieme a lui, l'amico del cuore Jonathan, che doveva prendere qualcosa in casa, e un altro giovane.

Quando li ha sentiti arrivare, la vittima, che era da poco rientrato dal circolo - dove andava quasi tutte le sere sempre alzando un po' il gomito - è uscito fuori, cominciando ad inveire, come spesso faceva, contro Alessio: non voleva che il figlio lo frequentasse e per questo da tempo non lo poteva vedere. I tre ragazzi sono rimasti sempre nell'abitacolo mentre il 58enne operaio faceva avanti e indietro fra il giardino di casa e la piazza, continuando ad offendere e a urlare. L'ultima volta, sembra con una sorta di stiletto in mano. A quel punto, mentre l'uomo tornava verso il cancello del giardino, Alessio ha perso il controllo, è sceso e gli ha sferrato il calcio sul sedere, causandone la caduta.

Sarà adesso il medico legale incaricato dal pm di eseguire l'autopsia a dover confermare che è stato l'impatto della faccia sull'asfalto a causare la morte.   

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