Meteo
Asl e Regione: per gli ex esposti nessun centralismo fiorentino
Risposta alle critiche dei Pd Breschi e Tuci: per l’assistenza di secondo livello occorre il coinvolgimento di un’azienda ospedaliera universitaria
PISTOIA. Il percorso assistenziale per gli ex esposti all’amianto a Pistoia è lo stesso di quello adottato nelle altre aree della Regione Toscana. Lo precisano l’Ispro (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica), l’Asl Toscana Centro insieme alla stessa Regione, in particolare in risposta ai consiglieri comunali Carla Breschi e Mario Tuci che, nei giorni scorsi, avevano fatto notare come molte delle attività sanitarie fossero accentrate su Firenze mentre il grosso degli ex esposti (oltre 1.000) si trovano a Pistoia.
“Mentre i controlli sanitari di primo livello (visita, spirometria di base ed eventuale prescrizione di rx), come accade nelle altre aziende sanitarie – sottolinea la nota di Ispro, Asl e Regione – sono garantiti negli Ambulatori della medicina del lavoro, nei casi in cui siano necessari approfondimenti specialistici di medicina del lavoro di secondo livello questi è previsto che verranno svolti direttamente o in collaborazione con un’azienda ospedaliera universitaria”.
“Il primo e secondo livello – continua la nota – sono stati gestiti sinora tutti all’interno dell’Asl Toscana centro (che include anche la ex Asl 3 di Pistoia) e i ‘finanziamenti a Firenze’ significano che sono stati erogati a tutta la Asl Toscana centro di cui anche l’area pistoiese fa parte, e che come nelle altre due aree regionali si occupa di coprire gli eventuali costi aggiuntivi degli approfondimenti di secondo livello”.
Nella ridefinizione del percorso in “Area Vasta Centro” gli accertamenti di secondo livello saranno svolti direttamente o in collaborazione con l’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi ( così come avviene per le Aziende sanitarie sud-est e nord-ovest che si rivolgono rispettivamente alle Aziende ospedaliere universitarie di Siena e Pisa).
Si sottolinea che è stato constatato che il passaggio al secondo livello coinvolge un quarto dei soggetti visitati e solo una piccola parte di questi, solitamente, necessita di ulteriori approfondimenti specialistici non inclusi tra le attività di sorveglianza sanitaria rivolte agli ex-esposti ad amianto.
Lo specifico Gruppo tecnico regionale di coordinamento ha previsto che per limitare il più possibile i disagi a coloro che sono residenti in territori periferici qualora si rendano necessari esami radiografici (ad esempio Rx e Tc) questi potranno essere svolti localmente (nelle strutture di radiologia dotate dei requisiti tecnici necessari) a parità di condizioni qualitative e di accesso alle cure.
“Il Gruppo tecnico regionale di coordinamento – conclude la nota – è quindi al lavoro per migliorare ulteriormente l’intero percorso per questa tipo di assistenza cercando ovviamente di limitare gli spostamenti delle persone, garantendo nel contempo tutti gli accertamenti sanitari necessari”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google